Le 9 opere di Kazuo Ishiguro tradotte in italiano per conoscere lo scrittore premio Nobel

in foto: Kazuo Ishiguro, 63 anni.

Kazuo Ishiguro è il vincitore del Nobel per la Letteratura 2017. La decisione presa dall’Accademia svedese ha lasciato non pochi sorpresi, dal momento che lo scrittore di origine giapponese, ma da anni residente in Gran Bretagna, dove si trasferì all’età di 6 anni, non era tra i favoriti per il prestigioso riconoscimento. Sono stati i “suoi romanzi dalla grande forza emotiva in cui ha svelato l’abisso del nostro illusorio senso di connessione con il mondo” a valergli il titolo, narrati per altro che uno stile che gli esperti hanno definito “un mix di Jane Austen con Kafka e a cui aggiungere un po’ di Proust”. I suoi romanzi sono scritti tutti in lingua inglese. Molti di questi, non solo quelli più famosi, come “Quel che resta del giorno” e “Non lasciarmi”, sono stati tradotti anche in Italiano. Ecco quelli più importanti, in ordine cronologico, la cui lettura potrà farvi conoscere meglio Kazuo Ishiguro.

Un pallido orizzonte di colline (1982)

È il primo libro della carriera di Kazuo Ishiguro ad essere tradotto in italiano, edito nel nostro Paese per Einaudi Tascabili. L’opera fu pubblicata in Inghilterra nel 1982, con notevole anticipo rispetto al resto del mondo, dove la fama dello scrittore cominciò a diffondersi solo dopo la vittoria del Booker Prize per “Quel che resta del giorno” nel 1989. La protagonista del romanzo è una vedova giapponese, Etsuko, trasferitasi in Inghilterra, dove si trova ad affrontare il suicidio della sua primogenita. Per lenire questo dolore, si butta a capofitto nel passato, ricordando di quando, dopo la guerra, aveva inizio la sua gravidanza a Nagasaki.

Un artista del mondo fluttuante (1986)

“Un artista del mondo fluttuante” (tradotto in italiano anche come “Un artista del mondo effimero”) è il libro che comincia a far conoscere Ishiguro a livello internazionale. Ancora una volta, lo sguardo dello scrittore si ferma sul Giappone del post guerra: la narrazione è qui affidata a Masuji Ono, un anziano pittore di idee imperialiste e fasciste che riflette sulla sua vita e su come l’ha vissuta, e soprattutto sulle responsabilità che lo hanno portato ad avere la reputazione di cui gode nel presente, mentre si intrecciano i temi che lo hanno segnato: l’arte, la politica, l’ambizione e l’incomprensione tra generazioni.

Quel che resta del giorno (1989)

Con “Quel che resta del giorno” Kazuo Ishiguro vince nel 1989 il  Booker Prize. Il romanzo è scritto sotto forma di diario di  Mr. Stevens, un maggiordomo inglese, che per la gran parte della sua carriera ha lavorato a Darlington Hall presso due rinomate famiglie e che nel 1956 intraprende, per volontà del suo committente, un viaggio di una settimana nella campagna inglese. Sarà, questa, una occasione non solo per descrivere tutti i suoi spostamenti ma anche per ricordare fatti salienti della sua vita, risalenti agli anni passati, quando lavorava presso un’altra famiglia. Dal libro è stato tratto l’omonimo film, uscito nelle sale nel 1993, con Anthony Hopkins e Emma Thompson.

Gli inconsolabili (1995)

Ormai abbandonato il Giappone, grande protagonista delle sue prime opere, Ishiguro con “Gli Inconsolabili” si trasferisce con la sua fantasia nell’albergo di una città dell’Europa centrale, dove soggiorna Ryder, un musicista di fama internazionale che vi dovrebbe tenere un concerto. Ma sembra che sia colpito da una strana forma di amnesia, e in più l’incontro con un facchino, Gustav, farà saltare tutti i suoi piani. All’improvviso, infatti, non ricorda perché si trova in quel posto. Eppure, probabilmente, ha già abitato in quella città; e forse c’era una donna ad aspettarlo, o addirittura un bambino.È il mistero la chiave di volta di tutto il libro.

Quando eravamo orfani (2000)

“Quando eravamo orfani” è ambientato nella Londra degli anni Trenta. Al centro della narrazione c’è Christopher Banks, che da bambino era stato cresciuto nei migliori college inglesi dopo la sparizione misteriosa di entrambi i genitori, ma che è diventato il detective più famoso del Regno Unito e nell’alta società non si parla che di lui. Tuttavia, dietro ogni caso sul quale è impegnato grava inevitabilmente l’enigma di quel rapimento che ha segnato per sempre la sua vita. Parallelamente, con la sua lente di ingrandimento, riesce a scrutare cosa avviene nel resto del mondo, dove già si innescano le scintille che porteranno allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale.

La musica più triste del mondo (2003)

Questo romanzo del 2003 di Ishiguro ha ispirato il soggetto di un famoso film, intitolato “La canzone più triste del mondo”, anche se con qualche piccola modifica rispetto all’originale dello scrittore giapponese. Siamo in Canada, dove la grande depressione ha causato una tale penuria che Lady Helen Port-Huntley, proprietaria di una fabbrica di birra, decide di indire un concorso mondiale che verrà trasmesso in diretta radiofonica per attirare in città quanti più forestieri possibile. L’esecutore della canzone più triste del mondo riceverà un premio di 25mila dollari. Nella pellicola, per la regia di Guy Maddin, ci sono anche Mark McKinney e Isabella Rossellini.

Non lasciarmi (2005)

“Non lasciarmi” è l’opera più famosa del premio Nobel Kazuo Ishiguro, per la quale ha vinto anche il Premio Alex nello stesso anno della pubblicazione. La storia è ambientata in un presente alternativo distopico ed è raccontata sotto forma di flashback dalla protagonista del libro, Kathy. Il titolo si rifà ad una canzone di un’altrettanto immaginaria cantante, Judy Bridgewater, che colpisce profondamente la ragazza. Al centro della narrazione ci sono tre giovani che crescono in un collegio della campagna inglese, prima di diventare “donatori”: scoprono infatti che sono dei cloni umani creati in laboratorio per donare i propri organi ai malati umani. Dal romanzo è stato tratto un film, dal titolo “Never let me go”, con Carey Mulligan, Andrew Garfield e Keira Knightley.

Notturni. Cinque storie di musica e crepuscolo (2009)

Atmosfera da sogno anche in “Notturni. Cinque storie di musica e crepuscolo”, opera del 2009. Il riferimento, già nel titolo, è all’idea che si ha del “notturno” in musica, dove il termine indica una composizione di carattere lirico e melodico, veicolo di atmosfere sognanti e sentimenti ambivalenti. I cinque racconti che fanno parte della raccolta sono così caratterizzati dalla vita notturna, dove si svolgono le scene cardine, dalla qualità onirica e comunque surreale delle vicende e soprattutto dall’alternanza di toni lievi e toni gravi che contraddistingue questo genere musicale. I protagonisti sono, per l’appunto, tutti musicisti, accomunati per di più dall’ossessione del successo e dalla paura di finire presto nel dimenticatoio.

Il gigante sepolto (2015)

L’ultima opera di Ishiguro è data 2015. Si tratta de “Il gigante sepolto”, altro romanzo sul tema della memoria, sullo spazio ingombrante che essa occupa e sulla necessità, al tempo stesso, di coltivarla. Al centro del racconto ci sono Axl e Beatrice, una coppia di anziani coniugi, che viaggiano alla ricerca del figlio, ma i cui ricordi sono cancellati da una specie di nebbia che copre le terre in cui vivono e che attraversano. Nel paese dei britanni e dei sassoni, dove regna ormai da tempo la pace imposta da re Artù, l’uomo e la donna incontrano creature fantastiche, assistono a prodigi e sfuggono a pericoli mortali. Riusciranno a scoprire l’origine della nebbia incantata?

Fonte: Le 9 opere di Kazuo Ishiguro tradotte in italiano per conoscere lo scrittore premio Nobel

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