Si stima che in Italia il costo medio di un matrimonio (tutto compreso) oscilli tra i 20 ed i 50 mila euro. L’aspetto più strano relativo a questo dato è che l’ammontare complessivo della spesa prevista “per il giorno più bello” è inversamente proporzionale, in termini geografici, al reddito medio lordo della zona in questione. Accade così che un matrimonio a Bolzano, dove il tenore di vita è tra i più alti in Italia, finisca per costare meno di uno a Ragusa dove invece è più alto l’indice di disoccupazione generale. Un fatto culturale si direbbe; al Sud si rinuncia a tutto ma il giorno del matrimonio deve essere sempre al top, senza badare a spese. Al limite, se non ce la si fa a reggere tutte le uscite connesse alla sua organizzazione si può sempre chiedere un prestito in banca. Sull’eticità di una usanza simile si è sempre discusso tanto. C’è chi continua ad affermare che il matrimonio, quello vero, è solo quello che si celebra in chiesa o in comune e c’è invece chi dice che dopo tutto capita una sola volta nella vita (anche se questa affermazione non è più così vera) e quindi ci si può concedere qualche lusso extra, visto che poi non capiterà più. Due partiti, due visioni del matrimonio (e forse anche della vita) all’apparenza inconciliabili. Sì, solo all’apparenza, perché poi in realtà piccole scelte, ma intelligenti, possono riuscire a far convergere le intenzioni di chi vorrebbe dare un tocco di eticità al proprio matrimonio, e chi invece vuole che sia semplicemente perfetto. Pensiamo ad esempio alle bomboniere. In media in matrimonio italiano “tipo” il costo totale delle bomboniere oscilla da un minino di 500 euro ad un massimo 2000 euro; non poco se si pensa che nella maggior parte dei casi queste suppellettili finiranno per prendere polvere chiuse in un armadio o dietro qualche vetrina. Perché dunque non provare ad unire eticità e tradizione scegliendo ad esempio delle bomboniere solidali per il proprio matrimonio? Di che si tratta? Si tratta di bomboniere vendute da onlus come questa, o associazioni o enti di culto con il solo fine di supportare attività di autofinanziamento. Solitamente ci sono due possibilità; o le bomboniere vengono prodotte artigianalmente direttamente dall’associazione che le rivende, oppure l’associazione stessa le acquista da grossisti per poi rivenderle al minuto, magari caratterizzandole con i propri simboli o con del materiale informativo. Resta il fatto che, seppur solidali, si tratta in tutto e per tutto di bomboniere che quindi nulla andrebbero a togliere alla ricchezza della festa. In compenso però, tramite quella che comunque rappresenta una spesa fissa negli equilibri di un matrimonio, saremo riusciti nell’intento di fare qualcosa di buono per chi contento non è, nel giorno che per noi rimarrà invece il più bello in assoluto. L’articolo Quando anche una semplice cerimonia può aiutare gli altri sembra essere il primo su Bio Notizie.

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Quando anche una semplice cerimonia può aiutare gli altri

Si stima che in Italia il costo medio di un matrimonio (tutto compreso) oscilli tra i 20 ed i 50 mila euro. L’aspetto più strano relativo a questo dato è che l’ammontare complessivo della spesa prevista “per il giorno più bello” è inversamente proporzionale, in termini geografici, al reddito medio lordo della zona in questione. Accade così che un matrimonio a Bolzano, dove il tenore di vita è tra i più alti in Italia, finisca per costare meno di uno a Ragusa dove invece è più alto l’indice di disoccupazione generale.

Un fatto culturale si direbbe; al Sud si rinuncia a tutto ma il giorno del matrimonio deve essere sempre al top, senza badare a spese. Al limite, se non ce la si fa a reggere tutte le uscite connesse alla sua organizzazione si può sempre chiedere un prestito in banca.

Sull’eticità di una usanza simile si è sempre discusso tanto. C’è chi continua ad affermare che il matrimonio, quello vero, è solo quello che si celebra in chiesa o in comune e c’è invece chi dice che dopo tutto capita una sola volta nella vita (anche se questa affermazione non è più così vera) e quindi ci si può concedere qualche lusso extra, visto che poi non capiterà più.

matrimonio_ecoDue partiti, due visioni del matrimonio (e forse anche della vita) all’apparenza inconciliabili. Sì, solo all’apparenza, perché poi in realtà piccole scelte, ma intelligenti, possono riuscire a far convergere le intenzioni di chi vorrebbe dare un tocco di eticità al proprio matrimonio, e chi invece vuole che sia semplicemente perfetto.

Pensiamo ad esempio alle bomboniere. In media in matrimonio italiano “tipo” il costo totale delle bomboniere oscilla da un minino di 500 euro ad un massimo 2000 euro; non poco se si pensa che nella maggior parte dei casi queste suppellettili finiranno per prendere polvere chiuse in un armadio o dietro qualche vetrina.

Perché dunque non provare ad unire eticità e tradizione scegliendo ad esempio delle bomboniere solidali per il proprio matrimonio? Di che si tratta? Si tratta di bomboniere vendute da onlus come questa, o associazioni o enti di culto con il solo fine di supportare attività di autofinanziamento.

Solitamente ci sono due possibilità; o le bomboniere vengono prodotte artigianalmente direttamente dall’associazione che le rivende, oppure l’associazione stessa le acquista da grossisti per poi rivenderle al minuto, magari caratterizzandole con i propri simboli o con del materiale informativo.

Resta il fatto che, seppur solidali, si tratta in tutto e per tutto di bomboniere che quindi nulla andrebbero a togliere alla ricchezza della festa. In compenso però, tramite quella che comunque rappresenta una spesa fissa negli equilibri di un matrimonio, saremo riusciti nell’intento di fare qualcosa di buono per chi contento non è, nel giorno che per noi rimarrà invece il più bello in assoluto.

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