Italiano inventa auto ad acqua piovana: il video con la presentazione

L’idrogeno è pericolosissimo. L’unico sistema per evitare danni è produrlo e consumarlo in tempo reale. La risposta a questo problema la da un italiano, anzi, un’azienda italiana, l’Hydromoving, che nel corso della Festa del Movimento 5 Stelle di Milano, ha presentato un modello di automobile del tutto… L’articolo Italiano inventa auto ad acqua piovana: il video con la presentazione sembra essere il primo su La Vita Oggi.

Ufo nei cieli negli anni ’50, la Cia ammette: “Eravamo noi”

Roma, 4 lug. (TMNews) – Gli Ufo avvistati nei cieli negli anni ’50? Non provenivano da altre galassie, bensì erano aerei spia U-2 della Cia. A rivelarlo è la stessa agenzia di intelligence americana, che in un tweet ammette di essere responsabile “dell’insolità attività nei cieli negli anni &rsquo… L’articolo Ufo nei cieli negli anni ’50, la Cia ammette: “Eravamo noi” sembra essere il primo su La Vita Oggi.

Ebook Nook: scopriamo le sue caratteristiche

La Barnes&Noble è la casa di produzione del formidabile Nook, lettore di ebook che si declina in vari modelli e tipologie. Attualmente uno dei modelli di punta è la versione Touch, ma vediamo prima gli altri modelli disponibili sul mercato. Caratteristiche del Color Nook Tra i primi e più originali c’è il Color Nook, un […] L’articolo Ebook Nook: scopriamo le sue caratteristiche sembra essere il primo su La Vita Oggi.

Questa sera a Forlì, si parla di economia

È con grande piacere che questa sera torno nella mia città natale per presentare il mio libro “Matrix Economy”. E riflettere su crisi, lavoro e denaro. C’è in effetti un’economia virtuale raccontata dai telegiornali e c’è una economia reale che colpisce le famiglie e le imprese. … L’articolo Questa sera a Forlì, si parla di economia sembra essere il primo su La Vita Oggi.

Rincaro delle polizze RCA: tre milioni di veicoli non assicurati nel 2013

Il numero dei veicoli irregolari in circolazione è sbalorditivo e il traffic RCA è alle stelle: è questo l’allarme lanciato da Federica Guidi, il Ministro dello Sviluppo Economico, in occasione dell’assemblea dell’ANIA (Associazione Nazionale Imprese Assicuratrici), riunitasi per discutere di possibili soluzioni per il rincaro delle polizze RCA. Il Ministro chiede che si avviino interventi […] L’articolo Rincaro delle polizze RCA: tre milioni di veicoli non assicurati nel 2013 sembra essere il primo su La Vita Oggi.

Giocatori Compulsivi: come individuarli?

Un giocatore d’azzardo compulsivo è una persona che non è in grado di resistere alla tentazione di giocare. La compulsività porta a conseguenze personali e sociali gravi. Il desiderio di giocare diventa così difficile da controllare che lo stress può essere calmato solo con il gioco d’azzardo. Cammina, parla e respira solo ed esclusivamente “gioco […] L’articolo Giocatori Compulsivi: come individuarli? sembra essere il primo su La Vita Oggi.

Giocare online con le flash roulette

Gli esordi dei casino online vedevano la necessità di scaricare ostici programmi da installare sul pc e questi programmi provvedevano a reimpostare la connessione internet per consentire al giocatore di soddisfare la sua smania di gioco. Ovviamente si trattava di un sistema che impediva la navigazione contemporanea su altri siti e spesso e volentieri tendeva […] L’articolo Giocare online con le flash roulette sembra essere il primo su La Vita Oggi.

In vacanza conviene la Carta o il Bancomat? Ecco tutto quello che c’è da sapere

  La moneta elettronica è, al giorno d’oggi, il passepartout per accedere ad una molteplicità di servizi. Pagamenti, ricariche telefoniche, prelievi possono essere ormai eseguiti evitando lunghe file allo sportello, spesso accompagnate da discussioni infruttuose. Alle soglie delle vacanze, chi è in procinto di partire si pone spesso un interrogativo tutt’altro che banale riguardante lo strumento […] L’articolo In vacanza conviene la Carta o il Bancomat? Ecco tutto quello che c’è da sapere sembra essere il primo su La Vita Oggi.

Opportunità di lavoro per farmacisti in Germania

La principale farmacia di Burghaun, comune di circa 7000 abitanti nel parte nord dell’Assia (Germania), cerca un farmacista. Per poter ottenere il posto sono necessari i seguenti requisiti: a) è necessario conoscere la lingua tedesca (livello minimo A2, leggi qui per conoscere i livelli) – anche per questo il datore di lavoro … L’articolo Opportunità di lavoro per farmacisti in Germania sembra essere il primo su La Vita Oggi.

Angela Merkel compie 60 anni

Vignetta uscita sulla Süddeutsche ZeitungNegli ultimi mesi ha sempre ricordato le numerose ricorrenze storiche che cadono in questo anno fatale 2014, come piace ricordare ai tedeschi: dalla prima guerra mondiale alla caduta del muro di Berlino passando per la nascita del Repubblica Federale Tedesca. Non credo abbia però ricordato due altri anniversari che le stanno ugualmente a cuore: la vittoria per la Germania del primo e del secondo mondiale di calcio – nel 1954 (il cosiddetto Miracolo di Berna, 4 luglio) e nel 1974 (in Germania, 7 luglio). Ma in quest’anno fatale (Schicksaljahr) cade anche il suo sessantesimo compleanno. E così, da anno fatale, il 2014 si sta trasformando in annus mirabilis per la cancelliera. La vittoria del quarto mondiale da parte della nazionale tedesca di Joachim Löw è il più bel regalo che potesse avere Angela Merkel, a cui piace il calcio e ai mondiali in Brasile ci è andata ben due volte, in occasione dell’esordio (la centesima partita della Germania alla fase finale di un mondiale) e per la finalissima di Rio. Due vittorie. Merkel porta fortuna e ormai ci ha preso gusto a farsi fotografare nello spogliatoio della squadra. Lei, unica donna. Così come sembra molto divertita dai numerosi selfie con Lukas Podolski. I sessant’anni di Merkel arrivano anche in un momento politicamente favorevole. In Europa come in Germania non c’è nessuno in grado di oscurarla. Resta la Regina di Germania e d’Europa. Ha fatto vedere i muscoli agli Stati Uniti di Obama, è andata in Cina a difendere gli interessi tedeschi, è riuscita a far eleggere Juncker a Presidente della Commissione Europea e sta cercando di chiudere il cerchio delle nomine in Europa. Non l’hanno toccata più di tanto né l’attacco hacker al suo profilo Facebook in cui sono comparsi migliaia di commenti “Grazie Signora Ribbentrop”, per la sua vicinanza a Putin (ripresa in mondovisione durante la finale della colpa del mondo a Rio) né le indiscrezioni sulla sua volontà di voler essere la prima cancelliera tedesca a decidere liberamente il suo ritiro dalla politica tedesca. Diversamente dai suoi predecessori Merkel non vorrebbe finire la sua attività politica con una sconfitta. A dire il vero, già più di un anno fa ne aveva parlato il giornalista Nikolaus Blome, ma non c’è nulla di confermato. Angela Merkel pensa più che altro a godersi il suo annus mirabilis.Ecco come i principali giornali tedeschi hanno omaggiato la cancelliera per i suoi sessant’anni:La scorsa settimana Kurt Kister (Süddeutsche Zeitung, sabato 12 luglio) si chiedeva chi fosse veramente Angela Merkel: Crediamo di conoscere la cancelliera, eppure sappiamo così poco di lei. Angela Merkel resta un rebus, un enigma. Periodicamente si apre la questione sul passato di Merkel, sulla sua vita privata e sul suo discusso stile politico. Nell’inserto del fine settimana si ripercorrevano le tappe principali della vita di Merkel. La Welt pubblica un articolo di Edmund Stoiber (CSU), ex Ministro Presidente della Baviera e candidato (perdente) al Cancellierato nel 2002 contro Gerhard Schröder: “Ritornando indietro agli anni 1989/1990 la via tracciata da Angela Merkel ricorda il 7-1 della nazionale tedesca contro il Brasile: inimmaginabile, rivoluzionaria e unica. Da ragazzina di Kohl alla persona più influente non solo in Germania, ma anche in Europa. Influente e stimata nel mondo. Questo è stato possibile solo con grande talento, straordinaria forza di nervi e abilità tattiche. Angela Merkel ha sempre dimostrato di avere tutte queste qualità. Nella formazione della sua squadra agisce in modo tale che lo spirito di gruppo e il sistema di gioco ne escano rafforzati… I tedeschi sanno o quantomeno possono immaginare che la Germania oggi è un’isola felice in un mare di debiti e riforme bloccate in Europa. I tedeschi, complessivamente, non sono mai stati così bene. La loro cancelliera è il garante che la Germania resterà ancora così stabile. Merkel deve solo riuscire di rendere consapevoli i suoi concittadini che il benessere di oggi, senza riforme, non è garantito anche domani.”La Zeit pubblica un lungo ritratto di Angela Merkel firmato da Tina Hildebrandt: “La Repubblica Federale ha avuto sette cancellieri, ma solo una cancelliera. Merkel ha plasmato il cancellierato come quasi nessuno dei suoi predecessori. Kohl ha ricoperto la carica con un po’ di presunzione. Per Schröder il cancellierato era qualcosa da conquistare. Nel caso di Merkel sembra essere un po’ come le sue giacche: c’è uno stile glamour, dare al suo potere un involucro, un vestito appunto. Si addice in modo così naturale che a volte si ha l’impressione che l’uno e l’altro siano una sola cosa: Merkel e la Germania. Nel mondo Merkel viene identificata con la Germania, a volte addirittura con l’Europa. E anche i tedeschi stessi si riconoscono nella loro cancelliera. Diversamente dal passato, in cui i politici ricevevano manifestazioni di disapprovazione, Merkel viene ammirata quando compare in televisione, sulle tribune di un stadio o negli spogliatoi. … Quando divenne cancelliera un corrispondente americano le chiese se era felice. Merkel non rispose alla domanda e divagò. Durante il suo ultimo viaggio in Cina a inizio luglio una bambina le ha chiesto: Avete una vita felice in Germania? La risposta di Merkel è stata: Si, abbiamo una vita felice. Questa volta la domanda non riguarda esclusivamente la sua persona. Si trattava della vita in Germania in confronto al resto del mondo. Germania nel mondo, questo è il contesto nel qualce Merkel pensa. … Il consenso e il favore di cui gode Merkel ha degli effetti anche sull’opposizione. Col tempo molti si sono rassegnati. Il fenomeno Merkel non può essere contrastato. Si può solo sperare che prima poi passi.” Nelle scorse settimane la Bild aveva chiesto ai suoi lettori di dipingere la cancelliera. Il risultato è un’intera pagina con l’immagine di Angela Merkel vista dai lettori (vedi foto a lato). Sempre la Bild pubblica in esclusiva un articolo di auguri dell’ex cancelliere Helmut Kohl: “Lei oggi si trova, così come i suoi predecessori, davanti a grandi sfide per la Germania e l’Europa, in un mondo in continuo cambiamento… L’Europa unita e l’Euro rappresentano la pace e la libertà, la stabilità e la sicurezza nel nostro continente. Non ci sono alternative… Ho sempre guardato con fiducia alla Germania e all’Europa. Resto fiducioso anche se con qualche preoccupazione.”La Frankfurter Allgemenie Zeitung, con un articolo di Günter Bannas, raccoglie numerose citazioni e frasi celebri della cancelliera e propone un profilo originale e divertente di Merkel.Sulla Süddeutsche Zeitung, Stefan Braun, in un articolo dal titolo L’estate della Patriarca, scrive: “Della Mutti sorridente e aggressiva di un tempo non è rimasto nulla, oggi Merkel è una Patriarca politica … La parola Patriarca descrive ciò che Merkel ha raggiunto dopo appena nove anni di cancellierato: Non è amata da tutti, ma è l’indiscussa reggente d’Europa. Il Time l’ha nuovamente incoronata donna più potente del mondo e nessuno ormai si sorprende … I rivali hanno fallito, sono stati spodestati o si sono dimessi. E Merkel è arrivata all’apice del suo potere. Raramente la capacità di attesa e il contenimento dei nervi hanno trionfato come in Angela Merkel.”twitter@uvillanilubelli L’articolo Angela Merkel compie 60 anni sembra essere il primo su La Vita Oggi.

Schäuble, il Sisifo felice custode dei conti tedeschi

Ha contribuito al processo di riunificazione della Germania, all’integrazione dei musulmani nella Repubblica Federale e lavora alla stabilità dell’euro e alla difesa degli interessi tedeschi in Europa. Degli attuali politici tedeschi nessuno ha plasmato la Bundesrepublik degli ultimi trent’anni tanto quanto Wolfgang Schäuble, il Ministro delle finanze di Frau Merkel, che terrà a Berlino la prestigiosa Vigoni Lecture dal titolo Un’unione per il XXI secolo. Una buona costituzione per l’Europa.Schäuble tra Kohl e MerkelDeputato al Bundestag dal 1972, fedelissimo di Helmut Kohl, di cui è stato Ministro degli Affari speciali e capo della cancelleria dal 1984 al 1989, Ministro degli Interni dal 1989 al 1991 e capogruppo della CDU/CSU al parlamento dal 1991 al 2000, Schäuble doveva essere l’erede del Gigante buono ma sulla sua strada ha trovato una signora semi sconosciuta che veniva dalla Germania Est: Angela Merkel. Alle elezioni del 1998 Helmut Kohl era dato perdente e Wolfgang Schäuble gli propose di farsi da parte e di lasciare a lui la candidatura per evitargli una brutta sconfitta. Kohl non la prese bene. Da allora i rapporti tra i due si incrinarono. Kohl venne sconfitto e qualche settimana dopo Angela Merkel diventò segretaria generale della CDU. A quel punto la partita per la guida del più grande partito tedesco si giocava tra l’esperto Schäuble e la giovane Merkel. Nel 2000, dopo lo scandalo sui fondi neri che coinvolse Kohl, Angela Merkel (che aveva attaccato duramente Kohl con un famoso articolo invitandolo a mettersi da parte) fu eletta Presidente del partito al posto di Schäuble, anch’egli coinvolto parzialmente nello scandalo. Per Schäuble sembrò l’inizio della fine della sua carriera politica. Ma il friburghese, cresciuto nei pressi della foresta nera, è un uomo abituato a lottare. Il 12 ottobre del 1990, durante un comizio elettorale nella piccola Oppenau (Baden Württemberg), fu vittima di un attentato, pochi giorni dopo la festa della riunificazione (3 ottobre) della Germania. Uno squilibrato, non un estremista politico, gli sparò colpi di pistola che lo costrinsero a passare il resto della sua vita su una sedia a rotelle. Anche in quell’occasione si pensò che la sua carriera politica fosse al capolinea, invece Schäuble non mollò. Due anni fa, in occasione del suo settantesimo compleanno amici e colleghi a lui vicini gli dedicarono una Festschrift (un libro commemorativo) dal titolo Il Sisifo felice. Non era un caso. Schäuble ama paragonare l’attività politica all’immagine del mito greco costretto a ricominciare d’accapo appena è vicino al traguardo. Del resto Schäuble sarebbe dovuto essere l’erede di Kohl, avrebbe dovuto essere al posto di Merkel e sarebbe potuto anche diventare Presidente della Repubblica Federale nel 2005 al posto di Horst Köhler, ma sempre vicino al traguardo, ha dovuto ricominciare tutto d’accapo. Oggi Schäuble si è però liberato dall’immagine crudele di Sisifo. Come il protagonista dei quadri dell’artista tedesco Wolfgang Mattheuer in cui Sisifo si libera della pietra che è costretto a portare sulle spalle. La pietra diventa un’opera d’arte da plasmare. L’opera d’arte corrisponde, più o meno, alla carriera politica di Wolfgang Schäuble. Dal 2005 al 2009 è Ministro degli Interni del primo governo Merkel negli anni post 11 settembre e in cui, in Europa, il problema principale era la sicurezza dei cittadini. Dal 2009 ad oggi è il fedelissimo Ministro delle Finanze nei due successivi governi Merkel. A Schäuble, negli anni della più grande crisi economico-finanziaria, spetta il compito più difficile: gestire le finanze tedesche. Dall’anno in cui Merkel prese il posto di Schäuble alla guida della CDU ha saputo ricostruire un rapporto costruttivo e di collaborazione con il “leale rivale” e la Cancelliera non ha mai pensato di rinunciare alla sua esperienza. L’opera di Wolfgang MattheuerNiente debiti dal 2015Uno dei traguardi di cui Schäuble va più orgoglioso è il pareggio di bilancio. Era da oltre quarant’anni che la Germania non faceva più nuovi debiti. Sarà così anche prossimo 2015. Questa impresa porta la firma di Schäuble. Un risultato la cui importanza si può comprendere solo ricordando che nel 2008, al tempo in cui al ministero c’era il socialdemocratico Peer Steinbrück – durante la prima Grande coalizione sotto la guida di Angela Merkel – gli interessi per il debito tedesco ammontavano a oltre 40 miliardi di euro, il 14 per cento delle uscite del bilancio (in Italia ammontano a oltre 80 miliardi l’anno!). Un cifra enorme (anche se molto inferiore rispetto all’Italia) considerato che la stessa somma è investita in Germania per la politica per sostenere il mercato del lavoro. Nel 2008 gli esperti al ministero stimavano che entro il 2013 gli interessi sarebbero potuti arrivare a 53 miliardi di euro. In realtà non avevano fatto i conti con il futuro ministro Schäuble. Nel 2017 il debito pubblico sarà il 70 per cento del Prodotto Interno Lordo e in dieci anni scenderà al 60 per cento del PIL così come previsto dal patto di stabilità europeo. Insomma, la Germania vuole essere un modello per gli altri Paesi europei a cui chiede sacrifici e vuole dimostrare, in perfetto spirito protestante, che “la felicità è dei bravi” come ha detto lo stesso Schäuble. Secondo il Ministro non si tratta di un colpo di genio ma delle conseguenze di un lungo lavoro: “L’obiettivo finale è di raggiungere un bilancio paritario: senza finanze stabili non c’è crescita sostenibile.” Sono avvistati i sostenitori della finanza creativa basata sul debito. Falco o colomba?Schäuble è molto famoso per la sua severità. Nel novembre del 2010, durante una conferenza stampa, criticò il suo portavoce Michael Offer per non aver distribuito in tempo il materiale su cui doveva informare i giornalisti. Un rimprovero durissimo, al limite dell’umiliazione, ma che lascia intendere come Schäuble intenda il lavoro. Due giorni dopo quella conferenza stampa Offer si dimise. Severità e rigore procedono di pari passo nella vita di Wolfgang Schäuble. Nella narrazione giornalistica il ministro tedesco viene rappresentante come il severo custode del rigore tedesco, il falco sempre in agguato contro i paesi del sud Europa. In realtà questa descrizione caricaturale non corrisponde alla realtà. Nel 2010, nel momento in cui si doveva decidere se aiutare finanziariamente la Grecia, era Merkel il falco e Schäuble la colomba. Merkel pensava prevalentemente a ragioni di politica interna in quanto impegnata in difficili elezioni nel più grande Land tedesco (il Nord Reno Westfalia) al contrario Schäuble aveva come obiettivo la stabilità della moneta unica. In un’intervista alla Welt del 27 marzo del 2010 sostenne che “in Europa è sempre più importante che ci si venga incontro reciprocamente. Se un paese dell’eurozona è insolvente i danni sarebbero incalcolabili, perciò è giusto stabilizzare l’euro con gli aiuti alla Grecia. L’insolvenza di un paese europeo costerebbe molto di più.” In un’altra intervista alla Zeit (25 ottobre 2012) affermava, riferendosi al patto di stabilità e all’unione bancaria, “di non voler spaccare l’Europa, ma di fare progressi nel processo di costruzione dell’UE che deve essere completato un passo alla volta e non con una sorta di big bang”. Germania, Europa … e poi?Eppure Schäuble, da sempre europeista, negli anni novanta sosteneva la tesi dell’Europa a due velocità, di un’integrazione europea a diversi livelli. La tesi fu archiviata e oggi Schäuble interpreta e inserisce la sfida del progetto europeo nell’ambito del più ampio quadro degli equilibri globali. In un suo discorso sui mutamenti istituzionale dell’unificazione europea pubblicato sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung (11.01.2013) sottolineava la responsabilità globale dell’Europa considerato il ruolo storico-universale svolto dal Vecchio Continente. All’annosa questione sul ruolo della Germania in Europa Schäuble rispose in un articolo pubblicato in cinque lingue nel luglio dello scorso anno: “Noi vogliamo una Germania al servizio della ripresa economica dell’UE – senza uscirne indeboliti. Questo non servirebbe a nessuno in Europa. Noi vogliamo un’Europa forte, competitiva. Un’Europa in cui si opera in modo economicamente sensato e in cui non si accumulano debiti su debiti. Non si tratta di «idee tedesche» ma di imperativi di una politica lungimirante.” Su quel “senza uscirne indeboliti” si gioca il futuro della Germania e dell’Europa nei prossimi mesi.Ubaldo Villani-Lubellitwitter@uvillanilubelli L’articolo Schäuble, il Sisifo felice custode dei conti tedeschi sembra essere il primo su La Vita Oggi.

Il vero segreto del successo della Germania

Vi propongo la traduzione di un estratto di un commento uscito oggi sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung. Negli ultimi giorni ci sono state diverse interpretazioni del successo della Germania in Brasile: sociologiche, culturali, sportive e politiche. Si è anche parlato (forse troppo) di un nuovo calcio tedesco, spumeggiante e spettacolare. Del resto dopo il 7-1 al Brasile era quasi inevitabile. L’editoriale della FAZ rimette in ordine le cose. Almeno così la penso io.Il più grande successo del calcio tedesco dopo “Il miracolo di Berna” (Das Wunder von Bern) appare quasi logico e scontato, una classica storia tedesca di successo. Ma non è così. Dieci anni fa, quando Löw iniziò il suo lavoro prima come assistente e poi come allenatore, il calcio tedesco era all’anno zero. …La vittoria della coppa del mondo si è trasformata in un modello globale. … Tuttavia le ultime partite del mondiale in Brasile hanno portato il calcio tedesco in armonia con se stesso: il lato migliore e spettacolare del gioco della Germania, che è stato sviluppato soprattutto dal tecnico Löw, si è coniugato con le tradizionali qualità che in passato hanno reso il calcio tedesco un fenomeno di successo … Nel passaggio dalla semifinale alla finale ha sorpreso la combinazione di diverse qualità che ha offerto la nazionale: dall’eleganza si è passati all’incisività, dal bel gioco alla battaglia e alla voglia di vincere. È stato il risultato di una maturazione della squadra e dell’allenatore. … La ricerca delle proprie radici, il rinnovamento delle vecchie qualità in nuove condizioni hanno avuto un ruolo molto più importante della crescita di giovani talenti così come ha fatto il calcio tedesco negli ultimi anni trasformandosi in un modello per gli altri paesi … La squadra che domenica ha vinto la Coppa del Mondo era costituita quasi dagli stessi uomini che persero contro l’Italia nella semifinale di Varsavia di due anni fa. Ma il suo spirito è molto cambiato. Non si tratta solo di esperienza e dei successi nelle squadre di club … La nazionale ha scoperto e sviluppato ogni aspetto del calcio. La sconfitta con l’Italia ma anche la rimonta subita dalla Svezia (4 a 4) dopo che erano in vantaggio di quattro reti a zero, hanno fatto emergere una consapevolezza anche delle antiche qualità: abnegazione, forza di volontà e resistenza. … Nelle giornate difficili come la finale la squadra ha saputo combattere senza venire sottomessa, le vecchie e le nuove qualità si sono concretizzate nella bellissima rete di Mario Götze. Löw, soprattutto in finale, ha saputo allenare questa squadra meglio di quanto abbia fatto in passato. I cambi sono stati decisivi. La combinazione di più fattori era completata. A chi, come alla nazionale tedesche, riesce di unire le grandi forze del passato con quelle del presente, può sperare anche in un futuro di successo. (Breve estratto di un articolo uscito sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung, 15 luglio – vedi foto a lato)Michael Horenia cura di twitter@uvillanilubelli L’articolo Il vero segreto del successo della Germania sembra essere il primo su La Vita Oggi.

Pescatore trova un rarissimo granchio reale blu

Frank McFarland, a bordo della sua barca The Nome Nugget, lo mostra come un trofeo. Del resto, lo è: questo rarissimo granchio reale blu, cattuato durante una battuta di pesca durante lo scorso 4 luglio a Nome, Alaska, è un esemplare che non si vede tutti i giorni al largo di… L’articolo Pescatore trova un rarissimo granchio reale blu sembra essere il primo su La Vita Oggi.

Creata la “spugna solare” in grafite che converte la luce solare in vapore con l’85% di efficienza

I ricercatori del MIT (Massachusetts Institute of Technology) hanno creato un nuovo materiale a buon mercato con un forno a microonde, che converte la luce solare in vapore con un incredibile 85% di efficienza. Ciò potrebbe avere importanti ripercussioni in tema di desalinizzazione e sterilizzazione, e forse per la generazione… L’articolo Creata la “spugna solare” in grafite che converte la luce solare in vapore con l’85% di efficienza sembra essere il primo su La Vita Oggi.

Lo Yogurt può fare abbassare la pressione sanguigna. Lo dice un nuovo studio.

Un vasetto di yogurt al giorno potrebbe aiutare a fare abbassare la pressione alta. Lo dice uno studio. La scoperta ha importanti implicazioni per milioni di cittadini affetti da tale patologia. I ricercatori hanno scoperto che stimolare i batteri sani nell’intestino con probiotici che si trovano nello yogurt possono … L’articolo Lo Yogurt può fare abbassare la pressione sanguigna. Lo dice un nuovo studio. sembra essere il primo su La Vita Oggi.

Vacanze a tema musicale per migliaia di giovani di tutta Europa: nasce Festival Summer Map, la mappa interattiva dei principali festival europei

        Si apre la grande stagione dei festival musicali europei, oltre cento appuntamenti dal nord al sud dell’Europa che vanno dai mega-palcoscenici delle location nord europee, alle grandi feste delle coste spagnole. Un’occasione imperdibile per gli amanti della buona musica che unisce convivialità e ospitalità, il piacere del viaggio e la possibilità […] L’articolo Vacanze a tema musicale per migliaia di giovani di tutta Europa: nasce Festival Summer Map, la mappa interattiva dei principali festival europei sembra essere il primo su La Vita Oggi.

Ascomac chiede al Parlamento no agli oneri sull’energia autoconsumata

Ascomac Cogena ha chiesto al Parlamento e alle commissioni di Industria e Territorio del Senato, di abrogare l’art. 24 del D.L n.91/2014, altrimenti chiamato “taglia-bollette”. Si tratta, secondo l’Associazione, di un provvedimento che incentiva l’inefficienza energetica in quanto si equiparerebbe l’energia prodotta, distribuita e prelevata da rete pubblica all’energia autoprodotta o autoconsumata che non passa […] L’articolo Ascomac chiede al Parlamento no agli oneri sull’energia autoconsumata sembra essere il primo su La Vita Oggi.

Miele Biologico: caratteristiche e qualità

Il miele da tutti riconosciuto come uno degli alimenti più buoni e salutari che ci siano, vede le sue caratteristiche nutritive ancor più accentuate se ottenuto secondo i dettami dell’agricoltura biologica. Le domande che i consumatori si pongono attorno al miele biologico sono tante e tutte lecite, il miele in quanto prodotto dalle api e dai fiori, non è di per sè un prodotto biologico? Non essendoci la mano dell’uomo, o comunque è molto limitata, il miele è da considerarsi a tutti gli effetti biologico? La verità è che il miele non è tutto biologico, ma solo quelli che ne riportano la certificazione, le differenze ci sono e non sono di poco conto. Il disciplinare di produzione a cui i produttori di miele biologico devono attenersi impone il posizionamento degli alveari in luoghi in cui vi siano coltivazioni biologiche lontane chilometri da potenziali fonti di inquinamento come aree industriali, coltivazioni intensive (non condotte secondo l’agricoltura biologica), strade ad alto scorrimento e qualsiasi altro inquinante ambientale. Le arnie utilizzate devono necessariamente essere prodotte con materiali naturali non trattate chimicamente. Tutto ciò consente di raccogliere del miele esente da qualunque residuo chimico potenzialmente nocivo per l’uomo, in questo modo il miele ottenuto risulterà certamente più salubre di un miele ottenuto da fiori contaminati da inquinanti chimici, da polveri sottili provenienti da impianti industriali attigui o altri inquinanti provenienti da gas di scarico di autovetture o chissà cos’altro. Altro fattore estremamente importante per preservare la qualità del miele è la questione della pastorizzazione, questo è il processo durante il quale il miele viene riscaldato per potergli conferire uno stato perennemente liquido, esteticamente molto gradevole ma che ne compromette gran parte delle qualità organolettiche. Non tutti sanno, infatti, che il miele cristallizzato (diventa solido e biancastro) è uno stato assolutamente normale per un miele che non ha subito trattamenti termici, un prodotto che non è stato pastorizzato, sarà certamente meno bello da guardare ma altrettanto certamente sarà più nutriente e salutare rispetto ad un miele pastorizzato, quello cristallizzato risulterà intatto nei nutrienti e negli enzimi tipicamente contenuti nel miele. L’ideale sarebbe, quindi, avere un miele ottenuto da apicoltura biologica non pastorizzato come ad esempio il miele biologico di Sapori dei Sassi, ottenuto tra l’altro nelle montagne lucane, ulteriore garanzia di luoghi incontaminati, cosi come altri mieli di montagna. Molto meno “credibili” sono invece mieli biologici prodotti in territori ad alto tasso di industrializzazione. L’articolo Miele Biologico: caratteristiche e qualità sembra essere il primo su Bio Notizie.

Itinerario Roma a piedi: alla scoperta delle meraviglie della capitale

Girare per la Capitale è sicuramente un evento unico, per i turisti di tutto il mondo, italiani e stranieri. Esistono tantissimi itinerari a piedi per Roma da scoprire, ricchi di aspetti rilevanti dal punto di vista storico antico e moderno: ad ogni passo ci si imbatte in una meraviglia, sia essa un monumento, un palazzo, una chiesa, una basilica, una fontana, un vicolo sconosciuto e perchè no, un ristorante o un punto di ristoro. Una passeggiata per la capitale A Roma rivivono ogni giorno i tempi degli antichi romani, basti pensare al Colosseo e ai fori imperiali, ma anche la storia moderna e contemporanea sono evidenti: l’Altare della Patria, il Quartiere Coppedè e il recentissimo Auditorium progettato da Renzo Piano. Un itinerario nella città In questo breve itinerario che presentiamo, offriamo ai turisti la possibilità di scoprire a piedi qualche meraviglia della capitale. Se raggiungete la città attraverso il treno, giunti alla stazione potete prenotare un albergo vicino Termini, lasciare lì le vostre cose più ingombranti ed iniziare il giro prendendo la linea A e scendendo alla fermata Flaminio; da qui arrivate a Piazza del Popolo, oggi completamente pedonale, la cui forma ellittica di grande effetto scenografico garantisce la massima resa per spettacoli o eventi particolari, matrimoni compresi! Da via del corso al Pantheon Continuate il vostro viaggio lungo via del Corso, per dare un’occhiata alle vetrine (gli amanti dello shopping selvaggio non saranno delusi!!) e poi andate a visitare con calma Piazza di Spagna, famosa in tutto il mondo per la scalinata che portà a Trinità dei Monti e per la fontana detta Barcaccia, realizzata dal Bernini. Potete ammirare anche l’obelisco dove ogni 8 dicembre il Papa si reca per omaggiare l’Immacolata Concezione, e poi prendera la famosissima via Condotti. Attraversando via del Corso e continuando in questa direzione, arriverete in breve al Pantheon, uno dei più antichi monumenti di tutta Roma, famosissimo per la sua forma circolare e per la cupola “aperta” da cui entra la luce del sole. L’articolo Itinerario Roma a piedi: alla scoperta delle meraviglie della capitale sembra essere il primo su Bio Notizie.

Quando anche una semplice cerimonia può aiutare gli altri

Si stima che in Italia il costo medio di un matrimonio (tutto compreso) oscilli tra i 20 ed i 50 mila euro. L’aspetto più strano relativo a questo dato è che l’ammontare complessivo della spesa prevista “per il giorno più bello” è inversamente proporzionale, in termini geografici, al reddito medio lordo della zona in questione. Accade così che un matrimonio a Bolzano, dove il tenore di vita è tra i più alti in Italia, finisca per costare meno di uno a Ragusa dove invece è più alto l’indice di disoccupazione generale. Un fatto culturale si direbbe; al Sud si rinuncia a tutto ma il giorno del matrimonio deve essere sempre al top, senza badare a spese. Al limite, se non ce la si fa a reggere tutte le uscite connesse alla sua organizzazione si può sempre chiedere un prestito in banca. Sull’eticità di una usanza simile si è sempre discusso tanto. C’è chi continua ad affermare che il matrimonio, quello vero, è solo quello che si celebra in chiesa o in comune e c’è invece chi dice che dopo tutto capita una sola volta nella vita (anche se questa affermazione non è più così vera) e quindi ci si può concedere qualche lusso extra, visto che poi non capiterà più. Due partiti, due visioni del matrimonio (e forse anche della vita) all’apparenza inconciliabili. Sì, solo all’apparenza, perché poi in realtà piccole scelte, ma intelligenti, possono riuscire a far convergere le intenzioni di chi vorrebbe dare un tocco di eticità al proprio matrimonio, e chi invece vuole che sia semplicemente perfetto. Pensiamo ad esempio alle bomboniere. In media in matrimonio italiano “tipo” il costo totale delle bomboniere oscilla da un minino di 500 euro ad un massimo 2000 euro; non poco se si pensa che nella maggior parte dei casi queste suppellettili finiranno per prendere polvere chiuse in un armadio o dietro qualche vetrina. Perché dunque non provare ad unire eticità e tradizione scegliendo ad esempio delle bomboniere solidali per il proprio matrimonio? Di che si tratta? Si tratta di bomboniere vendute da onlus come questa, o associazioni o enti di culto con il solo fine di supportare attività di autofinanziamento. Solitamente ci sono due possibilità; o le bomboniere vengono prodotte artigianalmente direttamente dall’associazione che le rivende, oppure l’associazione stessa le acquista da grossisti per poi rivenderle al minuto, magari caratterizzandole con i propri simboli o con del materiale informativo. Resta il fatto che, seppur solidali, si tratta in tutto e per tutto di bomboniere che quindi nulla andrebbero a togliere alla ricchezza della festa. In compenso però, tramite quella che comunque rappresenta una spesa fissa negli equilibri di un matrimonio, saremo riusciti nell’intento di fare qualcosa di buono per chi contento non è, nel giorno che per noi rimarrà invece il più bello in assoluto. L’articolo Quando anche una semplice cerimonia può aiutare gli altri sembra essere il primo su Bio Notizie.

Vacanze ecologiche nel Cilento: ecco come organizzarle

Sono ancora poche le agenzie di viaggio che propongono ai propri clienti delle vacanze eco-sostenibili, ovvero delle vacanze improntate sul rispetto del territorio e non sull’esaurimento delle risorse locali. Un modo intelligente di approcciarsi all’ambiente, riducendo al minimo l’impatto che spesso il turismo provoca su di esso. Chi vorrebbe organizzare quindi delle vacanze di questo tipo, senza averne molta esperienza, potrebbe avere delle difficoltà. Ecco perché vogliamo fornirvi una piccola guida su come realizzare delle vacanze nel pieno rispetto dell’ambiente, delle sue risorse e delle sue creature. La destinazione Innanzitutto è importante scegliere la destinazione adatta. L’ideale sarebbe una meta circondata da natura incontaminata e paesaggi naturali da cartolina, in modo da vivere appieno le sue bellezze. Un’idea potrebbe essere il Cilento e alcune sue zone bellissime come Torchiar dove si possono percorrere itinerari di grande fascino come la famosa Greenway che tocca le zone naturalistiche e storiche più belle del Parco Nazionale del Cilento. Il viaggio Anche il viaggio è molto importante, ed è ovvio che scegliendo una meta estera, o comunque molto lontana, bisognerà prendere un aereo ed affrontare costi decisamente più alti. Quando invece è possibile recarsi in posti più vicini e facilmente raggiungibili, noleggiando ad esempio un auto con il gruppo di amici oppure ricorrendo ai servizi di carsharing o carpooling. Abbatterete così i costi e l’inquinamento in un colpo solo. L’alloggio Non occorrono alberghi super lusso e stanze enormi per vivere qualche giorno di vacanza in totale relax e comfort. Sono preferibili strutture immerse nel verde, lontano dal caos del normale flusso di turisti, ma in grado di offrire le stesse comodità con un pizzico di tranquillità in più. In particolare stanno riscontrando molto successo le residenze d’epoca trasformate in strutture ricettiva, e in questo il B&B Borgoriccio a Torchiara fa scuola, accogliente, curato in ogni dettaglio, e avvolto da un’atmosfera familiare che vi farà sentire come a casa. Il cibo Spesso le strutture offrono ai propri clienti degli specchietti per le allodole, ovvero la possibilità di mangiare a buffet ad un prezzo conveniente, in tempi e quantità illimitate. In realtà questi buffet non hanno quasi nulla di tipico e genuino, cercate quindi di preferire alimenti a chilometro zero, in questo modo assaggerete tante delizie tipiche del territorio abbattendo i costi. Infine ricordate di svolgere tutte le attività all’aperto come lo snorkeling, le escursioni in barca o in bici, le gite a piedi o a cavallo, nel pieno rispetto dell’ambiente, senza inquinare e separando i rifiuti. Riporterete con voi i ricordi di una vacanza bellissima e sicuramente intelligente. L’articolo Vacanze ecologiche nel Cilento: ecco come organizzarle sembra essere il primo su Bio Notizie.

Illuminazione pubblica: con LED si risparmierebbero 200 milioni

Carlo Cottarelli, commissario alla Revisione della spesa pubblica, ha suggerito nel suo blog di «spegnere le luci non necessarie», date che con «città più al buio si risparmiano 200 milioni di euro». Secondo il commissario in Italia si spende per illuminazione pubblica oltre il doppio della Germania e Gran Bretagna, e un terzo in più della Francia. Il commissario della spending review, Carlo Cottarelli ha pubblicato nel suo blog che gli analisti economici delle banche internazionali guardano le immagini notturne satellitari dell’Europa «per illustrare il persistente spreco di denaro pubblico nel nostro Paese». Purtroppo, come si vede nella foto pubblicata da Cottarelli nel suo blog (che riportiamo qui sotto), è evidente che l’Italia appare molto più illuminata di altre regioni europee. Secondo il commissario basterebbe spegnere le luci «non necessarie» per poter risparmiare 100-200 milioni di euro subito, rispolverando una vecchia idea proposta anche dal Governo Monti. Nelle foto lo Stivale, fondamentalmente il Nord, è illuminato quanto il Belgio, Londra e altre zone dell’Inghilterra e Parigi, mentre tutto il resto dell’Europa rimane più “al buio”. La foto, afferma il commissario, è stata scattata alle 01.30 di notte, quando la maggior parte delle persone dorme, quindi le luci sono soprattutto illuminazione pubblica. Il consumo annuo pro capite per illuminazione pubblica infatti in Italia è di 107 kWh, oltre il doppio di Germania e Gran Bretagna e un terzo in più della Francia. E’ evidente che nel nostro Paese si consuma troppa energia elettrica per l’illuminazione pubblica. «Questo comporta uno spreco di denaro pubblico – spiega il commissario – (l’illuminazione stradale costa circa due miliardi di euro e grava prevalentemente sui Comuni) e un inquinamento luminoso i cui danni non vanno sottovalutati». Cottarelli ha ricordato nel suo post che non è stato dimostrato alcun legame tra intensità della illuminazione stradale e tasso di criminalità, quindi le tante luci non servirebbero a questo scopo. D’altronde, il commissario non suggerisce di spegnere le luci ma di sostituirle con tecnologie LED, riducendo l’illuminazione di strade a scorrimento veloce, di aree ad uso industriale o artigianale e di zone urbanizzate non edificate, ma non lasciandole al buio. Infine, Coltarelli ha sottolineato che è possibile risparmiare fino a un miliardo di euro investendo sull’efficientamento dell’illuminazione pubblica, attraverso forme di partenariato pubblico privato o mobilizzando fondi europei, e senza “toccare” i fondi pubblici. «Occorre un po’ di coraggio e smettere di avere paura del buio (su questo anche i gufi saranno d’accordo!)», conclude. Ricordiamo che risparmiare sulla bolletta elettrica di casa pure è possibile. Basta passare al mercato libero dell’energia, dove i prezzi più bassi assicurano un risparmio che si aggira intorno al 10% della spesa energetica annua. Per scegliere le offerte più convenienti, rimandiamo al portale SosTariffe.it L’articolo Illuminazione pubblica: con LED si risparmierebbero 200 milioni sembra essere il primo su Bio Notizie.

Goloso e salutare, un binomio possibile!

Facciamo un gioco, riuscite a trovare in 1 minuto un prodotto che sia al tempo stesso goloso e salutare? Credo proprio di no, le due cose sono davvero difficili da far convivere perchè di solito tutte le cose davvero golose sono ahimè quelle che più fanno male… Pensate alle carni grasse, ai salumi, al prosciutto ma anche ai dolci, alle torte ed al cioccolato… Ecco si, proprio il cioccolato, c’è nè uno che riesce a soddisfare entrambi i criteri richiesti, esiste un cioccolato buono come pochi al mondo e salutare come nessun altro. Parlo del cioccolato biologico prodotto a Modica, nel ragusano, cittadina resa celebre proprio dalla produzione delle barrette di cioccolato. Qui la tradizione del cioccolato ha radici antichissime, la provenienza è Azteca, l’importazione è avvenuta durante la dominazione spagnola intorno al 1500. Da allora a Modica il cioccolato si fa sempre allo stesso modo, non ha subito alcun processo di industrializzazione, gli ingredienti sono gli stessi senza alcuna aggiunta di addensanti, emulsionanti, lecitina, nè derivati del latte, qui il cioccolato si produce soltanto con massa di cacao delle migliori varietà del mondo, zucchero di canna grezzo ed eventuali spezie come vaniglia, cannella e peperoncino. Alcuni produttori, inoltre, hanno selezionato tutti ingredienti provenienti da agricoltura biologica certificata, si sono certificati anche loro, in maniera tale da poter lavorare ingredienti biologici e producono il famoso Cioccolato Modicano (appena divenuto IGP) Biologico, il non plus ultra della produzione cioccolatiera italiana. La lavorazione avviene a freddo mescolando la massa di cacao e lo zucchero ad una temperatura inferiore a 35° C, in questo modo lo zucchero non si scioglie donando porosità, ruvidezza e croccantezza all’interno della barretta di cioccolato ed inoltre in questo modo vengono salvaguardate tutte le caratteristiche gusto-olfattive e salutari del cioccolato. Gli esperti sanno che la lavorazione ad alte temperature tipiche dei cioccolato industriali mortificano le caratteristiche intrinseche delle fave di cacao, in termini poveri, a quelle temperature gran parte degli aromi e del gusto del cioccolato si perde.  Sotto il punto di vista salutare, una ricerca condotta dall’Ospedale Umberto I di Siracusa in collaborazione con il centro ricerche in malattie cardiovascolari dell’Aquila, ha portato alla luce grandi benefici ottenibili da un moderato apporto di cioccolato modicano sotto il punto di vista cardiovascolare. Lo studio ha dimostrato che il cioccolato siciliano, oltre ad un grande apporto di antiossidanti, aumenta l’elasticità delle arterie favorendo lo scorrere del flusso sanguigno che incontra, quindi, meno resistenza, e di conseguenza diminuisce la pressione arteriosa e lo sforzo del cuore. L’articolo Goloso e salutare, un binomio possibile! sembra essere il primo su Bio Notizie.

Luoghi incontaminati da visitare in Italia: Matera e la Basilicata

Stai cercando luoghi incontaminati da visitare nel nostro paese? Ecco il suggerimento che fa al caso tuo, visita la Basilicata partendo dalla capitale del turismo lucano, Matera la città dei Sassi, patrimonio mondiale Unesco. La Basilicata è una piccola regione (ma neanche poi tanto piccola) ancora poco conosciuta sotto il profilo turistico, una terra incontaminata, una regione che non ha visto insediamenti industriali che potessero minare la naturalezza del territorio costituito da splendide coste rocciose (vedi Maratea), spiagge sabbiose come quelle joniche di Metaponto e Policoro, dalle montagne del potentino, su tutte le splendide Dolomiti Lucane e il Pollino e dalla perla del turismo lucano e del meridione tutto che è la città di Matera. Dichiarata patrimonio Mondiale dell’Umanità sin dal 1993, Matera è stata la prima città del mezzogiorno d’Italia ad entrare a far parte dei luoghi tutelati dall’Unesco. Unica al mondo, Matera è la seconda città più antica del mondo, è stata abitata continuativamente dall’epoca del Paleolitico ad oggi. I Rioni Sassi costituiscono la città vecchia, letteralmente scavati nella roccia, le case sono abbarbicate le une alle altre a ridosso di un grande canyon che è la Gravina. Girare per le vie e le strettoie dei Sassi è come girare all’interno di un antichissimo labirinto, straordinariamente romantico ed affascinante. Si riesce a respirare la storia, le tradizioni e la cultura di quella che è stata la civiltà contadina materana sino agli anni ’50, epoca dello spopolamento dei rioni Sassi. I Sassi si dividono in Sasso Caveoso, Sasso Barisano e rione Civita che si sviluppa sotto la Cattedrale. Case grotta all’interno delle quali le numerose famiglie vivevano in condizioni igieniche a dir poco precarie insieme a galline, maiali ed asini, cantine, frantoi e chiese rupestri costituiscono il patrimonio immobiliare dei Sassi, completato da terrazze, viuzze in pietra, balconi ed un ingegnoso metodo di raccolta delle acque che attraverso un sistema di convogliamento venivano raccolte all’interno delle numerosissime cisterne sotterranee. Un sistema di raccolta delle acque che è risultato poi determinante per l’inclusione della città all’interno delle liste dei luoghi tutelati dall’Unesco. Per organizzare una visita ai Sassi di Matera è necessario reperire una serie di informazioni riguardo i luoghi da visitare (visto che si tratta di una vera e propria città e non di un monumento) dove poter soggiornare, i ristoranti e qualsiasi altra informazione utile ai viaggiatori. Per tutto ciò potete dare un’occhiata a Travel To Matera che offre suggerimenti utili a chiunque volesse visitare la città dei Sassi. Facendo base a Matera, è possibile visitare tutta la Basilicata in funzione del tempo a disposizione e del periodo in cui decidete di soggiornare. Da Matera, la costa jonica dista solo 40 km, in alternativa è possibile visitare Castelmezzano e Pietrapertosa sulle dolomiti lucane dove è possibile effettuare il volo dell’Angelo, di lì si può proseguire verso Maratea, splendida località di mare. Le mete con attrattiva storico-cultural-architettonica non si fermano solo a Matera, in Basilicata sono degne di nota anche Venosa, Montescaglioso, Metaponto, Craco, Lagopesole e Latronico. Una regione che ha tanto da offrire ai visitatori durante qualunque periodo dell’anno, una regione davvero tutta da scoprire. L’articolo Luoghi incontaminati da visitare in Italia: Matera e la Basilicata sembra essere il primo su Bio Notizie.

Facciamo chiarezza sui bollini del Parmigiano Reggiano

Gli amanti del Parmigiano Reggiano hanno la possibilità di distinguerne i diversi gradi di stagionatura grazie a un particolare sistema di bollini colorati: un’idea che favorisce una migliore trasparenza e una maggiore chiarezza a disposizione dei consumatori. Il Parmigiano Reggiano la cui stagionatura è compresa tra i 18 e i 24 mesi si avvale del Bollino Aragosta: si tratta di un formaggio la cui base lattica è abbastanza notevole, e che è caratterizzato da note vegetali di fiori, erba, frutta e verdura lessa. Questo prodotto è ideale se abbinato con un bicchiere di vino bianco secco, e proprio per questo motivo è consigliato soprattutto per gli aperitivi, eventualmente in abbinamento con mele verdi o pere. Il Parmigiano Reggiano la cui stagionatura è compresa tra i 22 e i 30 mesi, invece, si avvale del Bollino Argento. In questo formaggio si possono notare profumi di frutta fresca e burro fuso, con gli aromi che diventano sempre più intensi e le note di frutta secca e di agrumi che impreziosiscono il sapore. Questo prodotto, dalla consistenza granulosa e friabile, viene esaltato da vini rossi piuttosto strutturati: è raccomandabile servirlo a scaglie più o meno fini, e lo si apprezza in maniera speciale se viene bagnato con qualche goccia di aceto balsamico di Reggio Emilia o di Modena. Il Parmigiano Reggiano la cui stagionatura è superiore ai 30 mesi, infine, viene definito stravecchio, e si avvale del Bollino Oro. Questo formaggio ha – come si può facilmente immaginare – una consistenza friabile e asciutta, con cenni di frutta secca e di spezie abbastanza notevoli. Contraddistinto da un sapore deciso e da una evidente complessità di aromi, questo prodotto è perfetto sia con l’aceto balsamico che con vari tipi di miele, in virtù del contrasto tra sapori che si viene a creare. Paola Rossi L’articolo Facciamo chiarezza sui bollini del Parmigiano Reggiano sembra essere il primo su Bio Notizie.

Eco- Firenze: economica ed ecosostenibile

Questi ultimi tempi purtroppo sono stati caratterizzati dal periodo di crisi che ha colpito non solo l’Italia, ma tutti i paesi e si sa, quando si hanno pochi soldi, una delle prime cose a cui si rinuncia sono proprio le ferie. Fortunatamente, con poche idee geniali, si può reinventare il modo di fare una bella vacanza, facendo del bene al nostro portafoglio e anche alla natura. Per avere un’idea realistica di quello che i turisti oggi ricercano anche in città artistiche come Firenze, abbiamo chiesto direttamente ad una realtà storica nel settore ricettivo, lo Strozzi Palace Hotel, lo staff è stato molto disponibile e ci ha dato alcuni spunti che ora vi proponiamo. Il cicloturismo è una possibile soluzione: cosa c’è di meglio di una bella passeggiata in bicicletta in mezzo al verde? Sul sito dedicato al turismo in Toscana sono consultabili addirittura 220 percorsi adatti a ogni tipo di turista, da quello che vuole faticare un po’, alle famiglie con bambini al seguito che vogliono fare una gita allegra e rilassante. Se invece non avete a disposizione una bicicletta, anche una semplice passeggiata sulle rive dell’Arno può rivelarsi un’ottima alternativa: magari andando a conoscere la sorgente dell’Arno, oppure facendo birdwatching o ancora prendendo il fresco sulle sue rive. Per viaggiare in modo ecosostenibile non è necessario spostarsi dalla città: anche a Firenze ad esempio, per risparmiare e non creare ulteriore danno alla natura, al posto di utilizzare il proprio mezzo si può usare l’ottima rete di trasporto pubblico locale, oppure semplicemente si può andare a piedi, grazie alla recente pedonalizzazione del centro storico. Per dormire in modo green invece, si può controllare sul sito di Legambiente quali strutture ricettive nella città medicea rispettano gli standard di eco sostenibilità, riducendo gli sprechi anche grazie ad altre attività con le quali collaborano per non recare ulteriori danni all’ambiente. L’articolo Eco- Firenze: economica ed ecosostenibile sembra essere il primo su Bio Notizie.

Dl Irpef è legge: rinnovabili salve solo a metà

In questi giorni è stato approvato definitivamente il decreto Irpef, dopo il voto della Camera (322 sì, 149 no, 8 astenuti) che l’ha trasformato in legge. Il provvedimento salva le energie rinnovabili in agricoltura, ma soltanto per il 2014 e unicamente per alcune tipologie di impianti con limiti nella produzione. L’approvazione definitiva del decreto legislativo Irpef, diventato legge qualche giorno fa, salva le rinnovabili ma solo a metà. In effetti, soltanto fino al 31 dicembre 2014, tutte le entrate derivanti dall’energia elettrica e termica prodotta da fonti rinnovabili per gli operatori agricoli verrà considerato reddito agrario, purché tale produzione rientri sotto la soglia dei 2.400 MWh/anno per gli impianti a biomassa (corrispondente a una potenza di circa 300 kW), e fino a 260 MWh/anno per gli impianti fotovoltaici (che si corrisponde ad una potenza di circa 200 kW). Così, questi operatori continueranno ad essere tassati in maniera agevolata. Invece, coloro che registreranno produzioni sopra questi limiti, la nuova legge prevede che il reddito da rinnovabili sia “determinato applicando all’ammontare dei corrispettivi delle operazioni soggette a registrazione agli effetti dell’imposta sul valore aggiunto il coefficiente di redditività del 25%”. In questo caso, in effetti, il reddito delle persone fisiche, delle società semplici e degli altri soggetti derivante dalla produzione di energia pulita verrà tassato del 25%. Per maggiori informazioni sulle compagnie del mercato libero che offrono tariffe luce “pulite”, ovvero prodotte al 100% da fonti rinnovabili, rinviamo al portale SosTariffe.it L’articolo Dl Irpef è legge: rinnovabili salve solo a metà sembra essere il primo su Bio Notizie.

Abbigliamento in cotone biologico: tessuti atossici e anallergici

Il cotone biologico è un tessuto che è stato realizzato con particolari tecniche produttive che lo rendono un tessuto atossico, anallergico, confortevole e soprattutto ecologico. Il costo di un capo d’abbigliamento in cotone biologico è superiore rispetto a quello tradizionale e viene utilizzato anche per realizzare capi di biancheria da letto . Caratteristiche del cotone biologico Questo particolare tessuto viene ricavato dalla lavorazione di alcune piante che non sono state coltivate con l’aiuto di pesticidi e fertilizzanti, quindi sono cresciute in modo naturale, la stoffa inoltre viene tinta con sostanze biologiche di origine vegetale. Il vantaggio più importante di questo tessuto è che è anallergico, quindi non può provocare allergie, è atossico, proprio perchè realizzato solo con materiali naturali e infine permette una più facile traspirazione della pelle. Lo svantaggio che incontra chi desidera acquistare capi d’abbigliamento di questo genere è il suo costo elevato. Ci sono numerosi siti sul web che si occupano della vendita di indumenti in cotone biologico, grazie ai quali è possibile acquistare magari un vestito ad un costo molto vantaggioso. Consultare siti del genere è molto semplice, basta entrare in uno dei portali preposti e leggere i vari annunci. Generalmente il pagamento degli articoli avviene tramite carta di credito e l’indumento viene spedito comodamente presso il domicilio dell’acquirente, entro cinque giorni lavorativi. Il tempo di spedizione può variare in base alla località dove l’articolo si trova, che può essere anche un paese estero. Trovare i capi biologici in permuta Negli ultimi tempi sono sempre più numerose le persone che acquistano capi d’abbigliamento in cotone biologico nuovi o di seconda mano, utilizzando il sistema della permuta. Questa particolare forma di commercio si basa sullo scambio di beni e servizi, senza l’utilizzo della moneta. Sul web ci sono numerosi siti che trattano la permuta di indumenti realizzati in cotone biologico, all’interno dei quali è magari possibile trovare un’inserzione di un privato che desidera scambiare una maglietta da donna taglia M, in perfette condizioni con una borsa per il mare di paglia. Grazie alla permuta abiti in cotone biologico è possibile indossare capi di qualità, cedendo in cambio qualcosa che non si utilizza più o di cui si può fare a meno. L’articolo Abbigliamento in cotone biologico: tessuti atossici e anallergici sembra essere il primo su Bio Notizie.

Sei intollerante al glutine? Prova la farina di Nerisi!

Negli ultimi anni non si fa altro che parlare del crescente numero di soggetti che hanno problemi con alimenti semplici, alla base della dieta mediterranea, ovvero pasta, pane ed altri prodotti da forno.   Il principale imputato Ciò che scatena tutto questo polverone attorno ai prodotti derivati dal frumento è il glutine. Il glutine è un complesso proteico che non è contenuto nella farina, bensì si forma in un secondo momento, ovvero quando la farina viene impastata con l’acqua. Dicevamo che il glutine è un complesso proteico: infatti, è formato da due proteine, la gliadina e la glutenina, che si legano ed intrecciano tra loro formando questo composto. A seconda che questo legame sia più o meno forte e solido si ha un diverso indice di glutine. Un grano con indice di glutine basso produrrà un impasto che si sfalda e che non lega bene, mentre al contrario, un grano con alto indice di glutine svilupperà un composto molto forte e tenace, ideale per ottenere un impasto resistente alla lavorazione.   Il grano non è tutto uguale Siamo abituati a pensare che di grano, dal quale si parte per fare pasta e pane, ce ne sia uno solo: nulla di più sbagliato. Così come esistono diverse varietà di mele esistono anche tantissime varietà di grano. Quello che utilizziamo oggi è un grano moderno, selezionato nei laboratori tramite modifiche genetiche in modo da ottenere rese molto alte, ma anche un glutine molto forte, che potesse resistere alle macchine impastatrici e che potesse dare una pasta che non scuoce ed un pane che lievita tantissimo. Quello che però non tutti sanno è che esiste ancora oggi, in Sicilia, un grano antico che si tramanda da centinaia di anni. Il grano antico siciliano Nerisi era un tempo molto diffuso, salvo poi essere abbandonato a favore di quello moderno.   Il glutine del grano antico Nerisi Così come il glutine del grano moderno è forte e resistente alle macchine impastatrici, così lo sarà anche nel nostro stomaco, che farà una grande difficoltà a digerirlo e creerà problemi più o meno gravi. E’ proprio da qui che si inizia a sviluppare una malattia oggi molto conosciuta, ovvero la celiachia, ma anche una leggermente meno grave ma che comunque condiziona il normale stile di vita alimentare, ovvero l’intolleranza al glutine. Mentre i celiaci non possono assolutamente ingerire glutine, gli intolleranti possono consumarlo, ma solo ed esclusivamente di una certa tipologia, ovvero un glutine non molto resistente, che si sfaldi subito e che quindi sia molto digeribile, proprio come lo è quello del grano antico siciliano Nerisi! L’articolo Sei intollerante al glutine? Prova la farina di Nerisi! sembra essere il primo su Bio Notizie.

Tè Verde: benefici salute | Proprietà Terapeutiche

<!– disable adinserter 2 –> Il Tè verde (o The Verde) Da parecchio tempo oramai si si parla non poco del Tè Verde, delle sue proprietà, e dei tantissimi prodotti di thè verde proposti ai consumatori al pari della panacea del terzo millennio: dai miracolosi effetti sulla bellezza ad elisi di lunga vita contro l’invecchiamento. Vero è che in Cina il Tè Verde è conosciuto da millenni al pari delle sue proprietà terapeutiche ma in occidente questo interesse è seguito alla scoperta di quantità rilevanti di antiossidanti che, come tutti oramai sanno, aiutano l’organismo a difendersi dai radicali liberi e quindi particolarmente attivi proprio contro l’invecchiamento. The Verde (foto flickr) Il principio antiossidante deriva dall’elevato contenuto di catechine (nel tè verde rappresentano circa il 20-40%). La principale chetachina contenuta è l’epigallocatechina gallato (EGCG) ed è particolarmente apprezzata per aver dimostrato notevoli proprietà antimutageniche oltre che antiossidanti e proprio grazie a queste sue caratteristiche, l’EGCG lavora inibendo crescita e  proliferazione delle cellule tumorali; agisce inoltre riducendo i livelli del colesterolo LDL e dei trigliceridi rendendosi autrice di un’azione protettiva dalle malattie cardiovascolari. Ma, a prescindere da questa favolosa chetachina le varie sostanze presenti nel Tè verde, interagendo, hanno permesso il riscontro di un’azione antiossidante superiore rispetto all’azione svolta dai singoli componenti, accreditando ancora una volta la teoria secondo la quale i fitocomplessi alimentari sono molto più attivi dei singoli componenti isolati e purificati. Va da sè che in un momento come quello che viviamo in cui gli alimenti e gli integratori vengono valutati per le loro proprietà  antinvecchiamento, antidegenerative e anticancerogene, il Thè verde e le sue proprietà antiossidanti non potevano certo essere ignorate.   Anche la Food And Drug Administration, nonostante sia andata con i piedi di piombo nella valutazione dei risultati di studi contrastanti, ha preso atto che per ogni studio che si esprime contro le proprietà terapeutiche del tè verde, esiste uno studio serio ed accreditato che ne esalta le virtù antiossidanti, antivecchiamento, antidegenerative e anticancerogene. (In merito agli studi contrastanti ci sarebbe forse da valutare anche il soggetto che ha commissionato tali studi… non da escludere che l’industria farmaceutica tradizionale commissioni regolarmente studi che dimostrino la fallacità delle proprietà benefiche di alimenti e integratori per ovvi motivi economici). Proprietà dimagranti del Tè Verde Al Tè verde viene ascritta anche un’altra proprietà terapeutica di grande interesse per per i tempi moderni, quella dimagrante; i principi attivi che però giocano un ruolo primario in nelle proprietà dimagranti del Tè Verde sono però legati alle metilxantine (caffeina, teobromina, teofillina) e dubbi sulla loro effettiva capacità di stimolare la lipolisi non ce ne sono poi molti.. Queste sostanze favoriscono la mobilitazione dei grassi localizzati nel tessuto adiposo e la loro ossidazione a scopo energetico, promuovendo così la perdita di peso. Le stesse sostanze agiscono anche sul metabolismo che si velocizza e possiedono inoltre proprietà anoressizzanti (riducono il senso di fame) ed hanno blandi effetti diuretici che agevolano nella lotta alla ritenzione idrica. Tuttavia la concentrazione di metilxantine nel Tè Verde è limitata e d occorrerebbe mezzo litro di Thè Verdee per eguagliare una tazzina di caffè.   Prova l’abbinata Thè Verde/Caffè Verde per bruciare grassi e perdere peso Perchè si chiama Tè Verde? E’ il processo di lavorazione a dare il nome al Tè Verde. Mentre nella preparazione del tè nero la fermentazione è essenziale per ottenere l’aroma desiderato, il Tè Verde si ricava a partire da foglie giovani e fresche, trattate in modo da inibire i processi fermentativi. Rispetto al tè nero, il Tè Verde è più povero in caffeina (circa il 50% in meno), ma vanta maggiori proprietà antiossidanti. Proprietà Terapeutiche del Tè Verde Protezione dai raggi UV Secondo alcuni recenti studi le chetachine contenute nel Tè Verde sarebbe in grado di proteggere la nostra pelle dai danni dei raggi ultravioletti. Diabete e Glicemia L’epigallocatechina gallato contenuta nel Thè Verde dovrebbe agire favorevolmente nel bilanciare i livelli di zuccheri nel sangue limitando quindi i rischi di malattie cardio-vascolari.  Salute dentale Il Tè Verde sarebbe un antibatterico naturale delle vie orali migliorando quindi la salute dentale e limitando la carie. Proprietà Antitumorali nel Cancro Ovarico ed alla Prostata Alcuni studi sembrano ipotizzare che l’assunzione regolare di Tè Verde favorirebbe la protezione delle ovaie dalle forme tumorali e indurrebbe le cellule tumorali della prostata all’autodistruzione. Proprietà Antitumorali nel Cancro al Seno in quello ai Polmoni ed al Colon-Retto Recenti studi attribuiscono al Tè Verde la capacità di inibire il metabolismo di queste due forme tumorali, specie nel caso del tumore ai polmoni si sarebbero verificati veri e propri arresti di proliferazione di cellule tumorali. Antivecchiamento – Antidegenerative La lotta ai radicali libero portata avanti dalle chetachine si traduce in un valido alleato nell’affrontare le malattie cardio-vascolari e patologie croniche come le artriti. Di particolare interesse un recente studio che attribuisce al Tè Verde la capacità di prevenire l’ictus. Proprietà Dimagranti e Metaboliche Sarebbe stata dimostrata la sua capacità di bruciare grassi e calorie velocizzando il metabolismo. Considerazioni finali sulle proprietà terapeutiche del Tè Verde BioNotizie.com non è un sito di medicina e non può permettersi valutazioni scientifiche di sorte in merito alle proprietà terapeutiche del Tè Verde. Ciò nonostante è risaputo che in Cina e Giappone il consumo di Thè Verde è ben radicato, parliamo di circa 4.000 anni se non più. Ed in questi paesi dell’estremo oriente la percentuale di determinate forme tumorali è sensibilmente più bassa rispetto al resto del mondo. Tutto merito delle proprietà terapeutiche del Tè Verde? Nessuno è in grado di dirlo. Il nostro consiglio, come sempre, è quello di consultarvi con il vostro medico e se non esistono palesi controindicazioni a voi riservate allora se lo desiderate potreste provare ad introdurre con raziocinio il Tè Verde nella vostra abituale dieta per valutarne i tanto decantanti positivi effetti per la salute. Ricordate però di acquistare solo Tè Verde di ottima qualità perchè altrimenti rischiate di trovarli poveri di principi attivi e rimarrete delusi.   L’opinione: essendo un patito di prodotti naturali sono sempre alla ricerca di quegli integratori che garantiscono una buona titolazione di principio attivo. Per quanto riguarda il Tè Verde posso consigliarvi quello della Anastore titolato al 70% in EGCG (foto di sinistra). Sempre della stessa azienda trovo molto interessante l’abbinata Caffè Verde e Tè Verde (foto di destra), una bomba per quanti vogliano accelerare il metabolismo e trovare un valido aiuto per la loro dieta dimagrante. PRECAUZIONI DI IMPIEGO: Sconsigliato alle donne incinte o in allattamento. Non superare la dose giornaliera consigliata. AVVERTENZA: Questo prodotto non sostituisce una dieta varia, equilibrata e un modo di vita sano. Nel caso in cui si stia seguendo una terapia farmacologica, consultare il proprio terapeuta. Riservato agli adulti. Tenere fuori dalla portata dei bambini.     L’articolo Tè Verde: benefici salute | Proprietà Terapeutiche sembra essere il primo su Bio Notizie.

Friuli-Venezia Giulia, proteste contro ogm: “La legge deve essere rispettata”

Friuli-Venezia Giulia, proteste contro ogm: “La legge deve essere rispettata” Gli organismi geneticamente modificati, in Friuli Venezia Giulia, hanno vita dura. Almeno sulla carta. Nella regione amministrata da Debora Serracchiani, infatti, di norme che vietano la coltivazione di mais MON810 ce ne sono addirittura due: oltre al Decreto interministeriale approvato nel luglio 2013 dagli allora ministri del governo Letta De Girolamo, … | Gli organismi geneticamente modificati, in Friuli Venezia Giulia, hanno vita dura. Almeno sulla carta. Nella regione amministrata da Debora Serracchiani, infatti, di norme che vietano la coltivazione di mais MON810 ce ne sono addirittura due: oltre al Decreto interministeriale approvato nel luglio 2013 dagli allora ministri del governo Letta De Girolamo, Orlando e Lorenzin, è stata varata una moratoria dalla Regione lo scorso 28 marzo. Le leggi ci sono, ma per il loro pieno rispetto la strada sembra essere ancora lunga. Per questo, e di fronte alla sempre più concreta prospettiva di un altro anno di raccolti ogm (con annessa possibile contaminazione dei campi vicini), il Coordinamento tutela biodiversità FVG ha organizzato per giovedì 26 giugno alle ore 9, in concomitanza con la seduta del consiglio regionale, un presidio davanti al palazzo della Regione. Con qualche sospetto nei confronti degli amministratori pubblici. “La nostra impressione – osserva Lino Roveredo del Coordinamento – è che, se da una parte si dichiarano contro gli ogm, dall’altra lasciano che si continuino a coltivare: in questo modo si possono così raccogliere dati e informazioni su questo tipo di coltura che altrimenti non potrebbero avere”. L’ogm in questione, prodotto dalla multinazionale Monsanto (azienda finita più volte al centro di polemiche a causa della tossicità dei suoi prodotti), viene infatti seminato e raccolto senza troppi problemi da un gruppo di agricoltori locali, capitanati dall’imprenditore agricolo Giorgio Fidenato. Questo tipo di coltivazione, oltre a sollevare questioni etiche non trascurabili, comporta un grave danno per chi utilizza sementi tradizionali. “Se io sono un agricoltore biologico e il campo vicino al mio viene coltivato con ogm, il mio campo viene contaminato e non potrò più vendere i miei prodotti come biologici”, osserva Roveredo. Un timore condiviso dall’assessore alle attività produttive, commercio, cooperazione, risorse agricole e forestali Sergio Bolzonello. “In una regione come il Friuli Venezia Giulia, per la frammentazione della proprietà, la convivenza fra coltivazioni ogm e coltivazioni naturali e biologiche risulta impraticabile”. Da qui la necessità della moratoria regionale, il cui obiettivo è “tutelare un modello di agricoltura basato su una pluralità di produzioni di alta qualità”. Ma se, almeno a parole, l’assessore e gli oppositori agli ogm sono d’accordo, le divergenze iniziano quando si analizzano i modi con cui fronteggiare la situazione di illegalità. Come previsto dalla moratoria regionale, il Corpo Forestale dello Stato ha sanzionato Giorgio Fidenato, per un totale di 40 mila euro, dopo aver riscontrato la presenza di mais transgenico in alcuni suoi campi. L’iter da seguire, in questi casi, è chiaro: “Abbiamo inviato una nota informativa alle due Procure competenti (quelle di Udine e di Pordenone), e mercoledì 25 giugno sarà notificata a Fidenato l’ordinanza di rimozione delle piante ogm”, avevano fatto sapere dagli uffici dell’assessore. Tutto liscio, dunque? Non proprio: anche dinanzi a tale ordinanza, il soggetto può sempre rifiutarsi di eseguirla, e Fidenato sembra tutt’altro che intenzionato ad assecondare le richieste della Regione. Bisognerà quindi aspettare i (lunghi) tempi della giustizia. E nel frattempo? “Entro due settimane le piante andranno in fiore, i pollini verranno trasportati dal vento e dagli insetti e la contaminazione dei campi vicini sarà inevitabile. L’intervento, per evitare danni, dev’essere fatto prima che le piante fioriscano: le piantagioni ogm devono essere rimosse subito”, denuncia Roveredo. Una soluzione non condivisa dallo staff dell’assessore. “Abbiamo fatto tutto quel che ci era consentito fare, non possiamo intervenire direttamente nei campi ogm per tagliare le piante di mais MON810, la legge non ce lo consente”. Che poi aggiunge: “Nel caso in cui Fidenato si opponga all’ordinanza, rimane aperta la questione se costruire delle barriere che impediscano la commistione tra agricoltura biologica e ogm”. Prosegui la lettura su: Friuli-Venezia Giulia, proteste contro ogm: “La legge deve essere rispettata” Friuli-Venezia Giulia, proteste contro ogm: “La legge deve essere rispettata” L’articolo Friuli-Venezia Giulia, proteste contro ogm: “La legge deve essere rispettata” sembra essere il primo su Bio Notizie.

Sugo di noci vegan

Sugo di noci vegan Dopo il pesto al basilico e quello di rucola, proseguono i miei esperimenti in cucina nella rielaborazione di sughi in versione vegan. Questa volta ho provato il sugo di noci ed è squisito (nulla da invidiare all’originale, davvero). Gli ingredienti sono: 100 grammi di noci sgusciate 10 cucchiai di panna vegetale 5 … | Dopo il pesto al basilico e quello di rucola, proseguono i miei esperimenti in cucina nella rielaborazione di sughi in versione vegan. Questa volta ho provato il sugo di noci ed è squisito (nulla da invidiare all’originale, davvero). Gli ingredienti sono: 100 grammi di noci sgusciate 10 cucchiai di panna vegetale 5 cucchiai di olio evo 1 cucchiaio di lievito alimentare in scaglie (facoltativo) Sale Alternativa (più leggera): 100 grammi di noci sgusciate 15 cucchiai circa di latte vegetale (non dolcificato) 1 cucchiaio di lievito alimentare in in scaglie (facoltativo) Sale Procedimento: Come tutti gli altri sughi, anche questo di noci è facile da preparare; l’unico passaggio noioso è quello di dover sgusciare 100 grammi di noci, il resto è tutta discesa perché basta inserire tutti gli ingredienti nel robot da cucina e frullare per qualche minuto, fino ad ottenere una salsa cremosa. Prosegui la lettura su: Sugo di noci vegan Sugo di noci vegan L’articolo Sugo di noci vegan sembra essere il primo su Bio Notizie.

Arriva la tariffa D1 per risparmiare sulla bolletta luce

A partire dalla prossima settima sarà possibile aderire alla nuova tariffa sperimentale per clienti residenziali, nota come tariffa D1. Potranno partecipare alla sperimentazione esclusivamente coloro che utilizzano pompe di calore elettriche come unico sistema di riscaldamento. La tariffa D1 consentirà un risparmio che raggiunge il 32% della bolletta, ma soltanto in casi di elevati consumi. L’adesione è volontaria e gratuita: basta farne richiesta al proprio venditore di energia. Dal 1° luglio 2014 si potrà aderire alla sperimentazione di una nuova tariffa luce, che prevede un prezzo constante a prescindere dai consumi energetici. La sperimentazione della tariffa D1 è rivolta a tutti i clienti domestici che per il riscaldamento individuale dell’abitazione di residenza utilizzano unicamente pompe di calore elettriche (no condomini). La nuova tariffa D1 consentirà un risparmio che può raggiungere il 32% della bolletta, e potrà essere applicata alle forniture elettriche in maggior tutela o del mercato libero; in quest’ultimo caso però bisogna verificare se il proprio fornitore ha deciso di aderire alla sperimentazione, perché non sono tenuti a farlo. A chi conviene la tariffa D1? Come spiegato dall’Autorità per l’energia, con la tariffa D1 ogni kWh viene pagato uguale, indipendentemente dal consumo energetico annuo. Con le tariffe luce attuali, invece, il prezzo dell’energia aumenta con l’accrescere dei consumi effettivi. Questa “progressività” viene eliminata con la nuova tariffa D1. Così, è evidente che la tariffa D1 conviene alle famiglie energivore, ovvero con elevati consumi annui e ai contratti di potenza impegnata oltre il 3 kW. Le famiglie che hanno bassi consumi invece non ne otterranno alcun vantaggio. Ricordiamo a coloro che non rientrano tra i requisiti per aderire alla tariffa D1, così come alle famiglie a cui non conviene farlo, che attivando un’offerta luce del mercato libero è possibile risparmiare circa 120 euro all’anno. Il passaggio al mercato libero è sempre gratuito, non occorrono modifiche al contatore o agli impianti, e si può sempre tornare al servizio di maggior tutela. Potete ottenere maggiori informazioni qui sulle offerte luce più convenienti secondo il proprio profilo. L’articolo Arriva la tariffa D1 per risparmiare sulla bolletta luce sembra essere il primo su Bio Notizie.

La Lavanda aromaterapica

L’aromaterapia è l’utilizzo degli oli essenziali per ottenere effetti positivi sulla psiche e sul corpo. Uno tra gli oli essenziali più attivi è la lavanda utilizzata come antidepressivo, equilibrante del sistema nervoso, come efficace rimedio contro l’insonnia, l’irritabilità, il mal di testa, l’emicrania e la depressione lieve. Inoltre la lavanda viene utilizzata per abbassare la pressione arteriosa, per ridurre i problemi digestivi e per migliorare la congestione respiratoria in caso di raffreddori e influenza. “I componenti volatili dell’olio essenziale di lavanda vengono rapidamente assorbiti attraverso la pelle attraverso l’applicazione topica con massaggio e raggiungono dopo circa 19 minuti la massima concentrazione nel sangue” ci ricorda la dottoressa Barbara Bertoli, farmacista cosmetologa specilista in fitoterapia. Questa azione calmante e sedativa della lavanda è la spiegazione scientifica del tradizionale uso del cuscino di fiori di lavanda per indurre il sonno, ridurre stati di ansia e favorire la respirazione durante i mesi invernali. L’aromaterapia d’ambiente. L’olio essenziale di Lavanda è molto efficace quando diffuso negli ambienti. Puoi scegliere tra diverse modalità per aromatizzare l’aria come aggiungere l’essenza in uno ionizzatore a freddo oppure profumare piccole pezze di stoffa da riporre sotto le lenzuola o sotto il cuscino per essere accolti dall’aroma di Lavanda alla sera. L’olio esenziale di lavanda può essere anche utilizzato sul corpo veicolato in un olio da massaggio, la ricetta è molto semplice: miscela 10 gocce di lavanda in 4 cucchiai di olio del dattero del deserto e applica su tutto il corpo con i movimenti circolari. Friziona la schiena in caso di raffreddamenti o lievi difficoltà respiratorie per godere dell’effetto balsamico. Oltre alla Lavanda molti altri oli essenziali sono molto utili in casa e in viaggio contenuti come quelli contenuti nel kit del Viaggiatore: acquista con la garanzia di qualità Verdelime e ricevi in soli 3 giorni anche con contrassegno. Scopri come utilizzare le materie prime che la natura ci offre attraverso le semplici ricette della dottoressa Barbara Bertoli, pubblicate sul blog.verdelime. L’articolo La Lavanda aromaterapica sembra essere il primo su Bio Notizie.

Stand by: spreco di 80 miliardi all’anno

Secondo un recente rapporto IEA (International Energy Agency), lo spreco energetico provocato dallo stand by dei 14 miliardi di dispositivi elettronici che attualmente sono connessi alla rete elettrica di tutto il mondo è devastante. Gli esperti, in effetti, hanno quantificato questo spreco e risale a 80 miliardi di dollari. E’ colpa dei modem, televisori, decoder, stampanti, computer e altri dispositivi che vengono lasciati in stand by e che, pur non significando una  grande spesa extra per una famiglia a livello individuale, complessivamente producono uno spreco energetico incredibile. Troppa energia elettrica sprecata. Ben 80 miliardi di dollari all’anno si pagano per colpa dello stand by degli oltre 14 miliardi di dispositivi elettronici a livello mondiale. Secondo gli esperti, il trend è ancora in crescita, e si stima che lo spreco energetico causato dallo stand by raggiungerà i 120 miliardi nel 2020. In effetti, secondo l’IEA è lo stand by il principale responsabile di questo esagerato spreco, anche se < livello individuale possa passare inosservato. Durante il 2013, i dispositivi elettronici hanno consumato circa 616 TWh di energia elettrica, dei quali sono stati sprecati nello stand by ben 400 TWh. Si tratta di una cifra equivalente a al consumo annuale energetico di tutta la Norvegia e la Gran Bretagna. Eliminare questo inutile spreco consentirebbe di chiudere 200 centrali a carbone da 500 MW, e si potrebbero ridurre le emissioni di CO2 di circa 600 milioni di tonnellate. E’ possibile individuare le migliori tariffe energia elettrica qui grazie al portale di confronto di SosTariffe.it, così come informarsi sulle migliori alternative per risparmiare energia a casa. L’articolo Stand by: spreco di 80 miliardi all’anno sembra essere il primo su Bio Notizie.

Amico dell’Ambiente: oltre 70 milioni di tappi raccolti nei primi 6 mesi del 2014.

Non si ferma il progetto della raccolta tappi promosso da Amico dell’Ambiente. I dati evidenziati nei primi sei mesi del 2014 confermano l’attenzione e il forte interesse per i temi del riciclo e della sostenibilità ambientale. 111.000 i kg di tappi raccolti in 110 diversi conferimenti e record a giugno con 31.000 kg di tappi. Una quantità di tappi che potrebbe riempire 24 vagoni di un treno e, se unissimo tutti i tappi uno dopo l’altro, 2.100 Km, la stessa distanza fra Padova e Mosca. È questo il risultato raggiunto grazie alla rete sempre più grande di enti, scuole e associazioni di volontariato in tutta Italia, che possono auto sostenersi economicamente e finanziare progetti e iniziative grazie ai fondi ottenuti con i tappi. La plastica raccolta, infatti, è ripagata a peso da Amico dell’Ambiente e riutilizzata successivamente per la realizzazione di cassette ortofrutticole. In questo modo si evita la produzione di plastica nuova, riducendo le emissioni climalteranti e i consumi energetici generati dal sistema produttivo. Anche le scuole hanno contribuito attivamente al progetto, dimostrando grande interesse per il ciclo di lavorazione della plastica con le visite guidate agli stabilimenti. Nell’anno scolastico appena terminato, quasi 600 alunni hanno potuto osservare il percorso dei tappi in tutte le fasi trasformazione, e apprezzare così il valore del riciclo e recupero dei materiali. www.amicodellambiente.it L’articolo Amico dell’Ambiente: oltre 70 milioni di tappi raccolti nei primi 6 mesi del 2014. sembra essere il primo su Bio Notizie.

Energia elettrica: con le tariffe biorarie si può risparmiare

Se non si è a casa durante la maggior parte della giornata, è possibile tagliare le bollette della luce di 85 euro/anno grazie all’aiuto delle tariffe energia elettrica biorarie. Basta essere sicuri di effettuare almeno il 70% dei consumi elettrici nelle fasce agevolate, ovvero dopo le 19.00 ed entro le 08.00 e nei weekend e festivi. Altrimenti si può cadere in una situazione di sovrapprezzo. Sul Mercato Libero sono presenti molte tariffe energia elettrica confrontabili qui, che anche in modalità bioraria offrono a certi clienti un risparmio importante sulla bolletta della luce. Per verificare la convenienza delle tariffe energia elettrica biorarie, il portale SosTariffe.it ha effettuato diversi indagini, dimostrando che se almeno il 70% dei consumi elettrici si effettuano nelle fasce orarie agevolate, con le tariffe energia elettrica biorarie si possono risparmiare perfino 85 euro/anno. Utilizzando il comparatore di SosTariffe.it, abbiamo cercato quali sono attualmente le migliori tariffe energia elettrica biorarie per una famiglia con un consumo annuo di 6.300 kWh che riesce a consumare il 70% dell’elettricità dunque nelle ore agevolate. Migliori tariffe energia elettrica biorarie La più conveniente oggi tra le tariffe biorarie è Web Luce di Edison Energia, che consente un risparmio di 85 euro circa rispetto la tariffa AEEG, mentre con la tariffa E-Light Bioraria di Enel Energia il risparmio per questa famiglia raggiunge i 78 euro all’anno. Queste tariffe prevedono il prezzo bloccato per 1 anno, l’attivazione è solo online e si paga tramite RID o carta di credito (niente bollettino postale). Pezzo Netto Natura Luce di Hera Comm offre un risparmio di 73 euro/anno e, gratis, una polizza assicurativa contro guasti fino a 3.000 euro/anno. GDF SUEZ Energie offerte invece una tariffa trioraria, energia 3.0, che consente di risparmiare 58 euro/anno e blocca il prezzo dell’energia per 24 mesi. Poi ci sono Amica Web Flat Bioraria di Illumia e Prezzo Sicuro Web+ di A2A che permettono alla famiglia dell’esempio di tagliare le bollette di 40 euro/anno circa. Infine, ricordiamo che passare al Mercato Libero dell’Energia è sempre gratuito, non occorrono modifiche al contatore né agli impianti, e la continuità del servizio è garantita dall’AEEG. Per maggiori informazioni sulle condizioni economiche e caratteristiche delle offerte energia elettrica sopramenzionate, rimandiamo al comparatore di SosTariffe.it L’articolo Energia elettrica: con le tariffe biorarie si può risparmiare sembra essere il primo su Bio Notizie.

Sovranità alimentare: sul cibo decidano i popoli e non il mercato. La prima legge al parlamento inglese

Sovranità alimentare: sul cibo decidano i popoli e non il mercato. La prima legge al parlamento inglese Se grazie ai suoi movimenti contadini l’Ecuador è stata la prima nazione nella storia ad introdurre la sovranità alimentare nella Costituzione, l’Inghilterra è stata la prima in Europa ad ospitare in Parlamento una sua proposta di legge. E’ accaduto il 12 giugno, quando il gruppo non governativo del APPG … | Se grazie ai suoi movimenti contadini l’Ecuador è stata la prima nazione nella storia ad introdurre la sovranità alimentare nella Costituzione, l’Inghilterra è stata la prima in Europa ad ospitare in Parlamento una sua proposta di legge. E’ accaduto il 12 giugno, quando il gruppo non governativo del APPG on Agroecology ha proposto il proprio disegno di legge. Come era prevedibile, e a differenza dell’Ecuador, la proposta non ha avuto molto seguito, ma ciò rimane una prova inconfutabile di come la giovane formazione di Via Campesina che nel ‘96 definiva per la prima volta la “sovranità alimentare” abbia fatto parecchia strada, e stia iniziando ad essere presa sempre più seriamente e come esempio nel mondo. Non è un caso che questo tema venga per la prima volta affrontato nelle istituzioni inglesi. Negli ultimi decenni sono stati numerosi i progetti incentrati sul rinnovamento delle comunità locali, movimenti spontanei come quello di Transizione per esempio, impegnati attivamente nel recupero della resilienza nel territorio, che stanno giocando un ruolo fondamentale in questo processo. “Chi controlla il petrolio controlla le nazioni, chi controlla il cibo controlla il popolo” queste furono le parole di Kissinger, ex Segretario di Stato Usa, e in esse risiede appunto l’essenza dell’idea. I promotori della sovranità alimentare ritengono che il cibo non sia una merce qualsiasi, ma un elemento base della vita, e che i popoli debbano riserbarsi il diritto di definire le proprie politiche alimentari in risposta ai bisogni delle comunità e dei singoli, e non principalmente delle logiche di mercato. Purtroppo questo tema, pur essendo dibattuto, non ha praticamente rilievo all’interno del panorama politico nazionale italiano. Nonostante l’agroalimentare sia uno dei settori con le più alte percentuali di export, anche la situazione italiana non è infatti delle migliori. Viviamo in una penisola, al cospetto di un mare tra i più invidiati al mondo, disponiamo delle due più grandi isole del Mediterraneo ma importiamo il 60% del pesce dall’estero. Siamo il paese della pasta e della pizza, produciamo il 220% della pasta rispetto al fabbisogno ma importiamo il 35% e il 62% di grano duro e tenero. Allo stesso modo i nostri formaggi hanno fama internazionale, ne produciamo ben il 134% rispetto al necessario, ma disponiamo di solo il 44% del latte interno. In tutto ciò molti pastori italiani si ritrovano paradossalmente costretti a buttare via il latte in eccesso perché l’offerta è superiore alla domanda. Anche Haiti può essere vista come un caso di studio. L’importazione del riso di Miami ha condotto migliaia di contadini ad abbandonare le campagne. Nel 2008 le importazioni di riso raggiunsero l’80% e il prezzo triplicò, accrescendo maggiormente la situazione di disagio e divenendo praticamente impossibile per l’haitiano medio potersi permettere il riso localmente prodotto, del quale poco tempo prima era autosufficiente. Nel 2011 più di 400 persone provenienti da 34 paesi europei si sono riunite in Austria per pianificare lo sviluppo di un movimento europeo per la sovranità alimentare. Le azioni in Europa sono proseguite e se Monsanto ha rinunciato agli ogm in Europa è infatti grazie ai movimenti popolari, non certo grazie all’intervento dei governi. Dal ‘98 in Europa è presente una direttiva comunitaria che vieta la circolazione di sementi tradizionali che non siano iscritte al catalogo ufficiale europeo. Nel 2012 un’associazione francese che si batte per la biodiversità, la Kokopelli, è stata sanzionata con 100mila € di danni e la cessazione di tutte le attività per aver commerciato sementi antiche e tradizionali non iscritte al catalogo. Inizialmente la Corte di Giustizia aveva sentenziato che: “L’assenza di una semente dal catalogo non è indice del fatto che non sia ‘buona’, perché le norme che ne regolano l’iscrizione non riguardano alla futura salubrità delle piante, ma a logiche commerciali” e quindi ad una maggiore produttività, non certo ad una migliore qualità, sicurezza o identità del prodotto. Non parliamo di una ricerca ossessiva del prodotto fatto totalmente di materie prime nostrane, non si tratta di un regime alimentare autarchico, ma del riconoscimento e della valorizzazione di risorse e potenzialità di cui disponiamo nel territorio e che vengono abbandonate nel tentativo di assecondare i bisogni del mercato globale, i quali finiscono per definire le stesse politiche alimentari, sgretolando il tessuto socio-economico delle comunità locali. di Gian Luca Atzori Prosegui la lettura su: Sovranità alimentare: sul cibo decidano i popoli e non il mercato. La prima legge al parlamento inglese Sovranità alimentare: sul cibo decidano i popoli e non il mercato. La prima legge al parlamento inglese L’articolo Sovranità alimentare: sul cibo decidano i popoli e non il mercato. La prima legge al parlamento inglese sembra essere il primo su Bio Notizie.

Agricoltura, un drone ecologico fa la guerra al parassita del mais

Agricoltura, un drone ecologico fa la guerra al parassita del mais Da questa settimana sui campi di mais delle campagne mantovane voleranno i droni. Come a Kabul. Ma la guerra, in questo caso, è contro la piralide, un parassita del mais che riduce notevolmente la produttività della pianta e che infesta le coltivazioni locali. Si tratta del primo caso in Europa … | Da questa settimana sui campi di mais delle campagne mantovane voleranno i droni. Come a Kabul. Ma la guerra, in questo caso, è contro la piralide, un parassita del mais che riduce notevolmente la produttività della pianta e che infesta le coltivazioni locali. Si tratta del primo caso in Europa di utilizzo dell’aereo robotizzato per combattere questo parassita. E i benefici sono notevoli, poiché il drone rappresenta l’arma in più nella lotta integrata biologica alla piralide. Una lotta a impatto ambientale zero che mette al bando pesticidi, il pericolo di perdita di parte del raccolto dovuto al “calpestamento” delle vecchie tecniche e anche l’inquinamento da CO2, poiché gli aerei funzionano a batteria ricaricabile. A essere interessati alla sperimentazione – resa possibile da una collaborazione fra Associazione Mantovana Allevatori, Comal, suo braccio commerciale, e Koppert, una delle più importanti aziende mondiali per la lotta biologica con sede a Rotterdam – saranno, inizialmente, 20 agricoltori mantovani per una superficie totale di 200 ettari. Il principio base della lotta alla piralide è l’utilizzo dell’imenottero parassitoide Trichogramma brassicae, un insetto oofago che neutralizza le uova della piralide. Si tratta di insetti già presenti in natura, ma non in misura sufficiente a contrastare l’avanzata del parassita del mais. L’idea è quella di caricare sui droni delle sfere di cellulosa biodegradabili con all’interno le uova di Trichogramma Brassicae e di sganciarle come bombe biologiche sulle coltivazioni di mais, in modo da diffonderle, attraverso distributore automatizzato e montato sul drone, in maniera omogenea e rapida. Con un volo ad altezza di un metro superiore all’apice della pianta, la capsula viene rilasciata e nel giro di 15-20 giorni si sviluppano le larve per la lotta biologica, con nascite scalari. I risultati e i costi sono equiparabili ai trattamenti chimici, con il vantaggio dell’impatto ambientale zero. “Abbiamo definitivamente superato i problemi iniziali – afferma Emanuele Zanforlin, responsabile commerciale di Koppert Italia – che erano, principalmente, i costi superiori rispetto al trattamento chimico e la distribuzione manuale, che era improponibile su vasta scala”. I droni quadricottero misurano un metro per un metro e, come prevede la legge, saranno teleguidati da un pilota diplomato Enac. Il velivolo viaggia a una velocità di crociera di 20-30 chilometri orari e per eseguire le operazioni anti-piralide effettuerà passaggi aerei ogni 10 metri circa, muovendosi a spirale greca. Il costo del drone si aggira intorno ai 40mila euro, ma i prezzi sono in discesa rapida. Per il progetto in questione è attivo un finanziamento di Regione Lombardia. Il trattamento con i droni “rappresenta nel trattamento della piralide col trampolo (struttura che fisicamente entra nelle colture del mais provocando calpestamenti e perdite di prodotto, ndr) un salto in avanti paragonabile al passaggio dall’aratura coi buoi alle trattrici”, ha assicurato l’agronomo Francesco Alessandrini, che ha guidato i processi di sperimentazione con il drone dal 2008 insieme a Gabriele Caleffi, direttore dell’Associazione Mantovana Allevatori. Prosegui la lettura su: Agricoltura, un drone ecologico fa la guerra al parassita del mais Agricoltura, un drone ecologico fa la guerra al parassita del mais L’articolo Agricoltura, un drone ecologico fa la guerra al parassita del mais sembra essere il primo su Bio Notizie.

Intossicazione alimentare, rimedi naturali per stare meglio

Vomito, diarrea, crampi addominali e spesso anche febbre: gli effetti collaterali di questa patologia sono molto fastidiosi. Ma per l’intossicazione alimentare i rimedi naturali sono dolci ed efficaci Per quanta attenzione possiamo porre a quello che mangiamo e a come lo cuciniamo, il rischio di intossicazione alimentare è sempre in agguato: magari perchè ci siamo concessi un pranzo o una cena fuori e abbiamo avuto la sfortuna di trovare alimenti mal conservati o cucinati in modo non corretto. E i sintomi di questa patologia creano davvero molti problemi: difficile uscire di casa oppure svolgere le normali attività quotidiane quando il nostro apparato digerente è completamente in subbuglio. Vediamo allora in caso di intossicazione alimentare i rimedi naturali che si possono rivelare più efficaci per portare sollievo a questa fastidiosa sintomatologia e che rapidamente ci aiutino a rimetterci in forma. Esistono per fortuna rimedi naturali e tecniche di depurazione molto efficaci per disintossicare il proprio corpo e qui puoi vedere di cosa stiamo parlando. Primo nemico: la disidratazione L’acqua è importante per il nostro organismo e lo diventa ancora di più in caso di intossicazione alimentare: infatti, vomito, diarrea e febbre, possono portare a una rapida disidratazione del nostro organismo, con rischi anche gravi. Motivo per cui la prima regola in caso di intossicazione alimentare è quella di  bere: finchè i sintomi sono ancora intensi  ci possiamo limitare a sorseggiare poca acqua naturale non fredda, evitando di ingerire alimenti solidi, ma non dimentichiamoci di bere! A tavola: poco poco, piano piano Quando i sintomi dell’intossicazione alimentare come vomito e diarrea si attenuano (nei casi più comuni possono bastare un giorno o due) è possibile cominciare a reintrodurre alcuni elementi nel nostro regime alimentare. Bisogna tenere conto che il nostro apparato digerente ha subito un forte stress e “caricarlo” di un eccessivo lavoro nei primi giorni potrebbe rivelarsi controproducente. Per cui, almeno per qualche giorno è utile seguire una dieta molto semplice, composta di pochi alimenti che non irritino stomaco e intestino: riso (possibilmente cotto al vapore e condito con olio extravergine di oliva), petto di pollo lessato o cotto alla griglia, banane e mele. Se ben tollerato potrebbe essere utile reinserire lo yogurt, ricco di probiotici in gradi di aiutare a ripristinare la flora intestinale. Timo e alloro: due erbe preziose Per ridurre i  sintomi dell’intossicazione alimentare i rimedi naturali possono rivelarsi di grande aiuto: abbiamo visto come lo zenzero sia ottimo per attenuare le infiammazioni e  il timo e l’alloro, così utili in cucina, possono costituire due validi alleati in questi casi. Tisana al timo Questa tisana ha preziose proprietà antispastiche e antisettiche (utile perciò in caso di intossicazione alimentare causata da batteri) e prepararla è molto semplice: bastano 3 grammi di foglie e fiori secchi fatti bollire per 5 minuti in 200 ml di acqua per una bevanda profumata ed efficace. Tisana all’alloro L‘alloro ha invece proprietà digestive e disintossicanti: ne bastano 5 grammi di foglie secche per una tazza di acqua, con l’aggiunta del succo di 1/2 limone e di un cucchiaino di miele, da consumarsi calda o tiepida dopo i pasti. Per tornare in piena forma dopo un’intossicazione alimentare dobbiamo far lavorare al meglio il nostro sistema di smaltimento delle tossine che sono una conseguenza dell’intossicazione stessa: applicare un sistema di depurazione dolcepotrà aiutarci a tornare in piena forma! In caso di intossicazione alimentare i rimedi naturali possono aiutarci a tornare in forma al più presto. L’articolo Intossicazione alimentare, rimedi naturali per stare meglio sembra essere il primo su Bio Notizie.

I test di autovalutazione dell’ansia

La valutazione psicometrica dell’ansia generalizzata si avvale di un numero maggiore di test rispetto ai disturbi specifici d’ansia in quanto l’analisi di questi ultimi appartiene a storia recente. Tra gli strumenti diagnostici più datati ritroviamo due test che costituiscono essenzialmente sistemi di autovalutazione la MAS di Taylor (Manifest Anxiety Scale) ispirata al classico test di personalità MMPI (Minnesota Multiphasic Personality Inventory) e che, tra rielaborazioni successive, è arrivata da 200 a 20 items selezionati fra quelli più rappresentativi l’ASQ di Cattel e Scheier (Anxiety Scale Questionnaire) . I due test per l’ansia possono essere considerati equivalenti: infatti, pur se nel primo caso gli items sono dicotomici, cioè si basano sulla contrapposizione vero/falso e nel secondo invece gli items presentano risposta multipla, entrambi sono basati sull’autovalutazione e si riferiscono all’ansia di tratto ovvero indagano sulle personali caratteristiche psicologiche del soggetto. Nel 1982 Leher e Woolfolck hanno presentato lo SCBAI (Somatic, Cognitive, Behavioral Anxiety Inventory) focalizzata su quelli che gli autori reputano le principali componenti dell’ansia ovvero la componente somatica, la cognitiva e la comportamentale. I 36 items (rispettivamente 16, 11 e 9) sono misurati su 9 livelli a partenza da 0 che corrisponde a “mai” fino a 8 che corrisponde a “estremamente frequente”. Altri due test, lo SPRAS (Sheehan Patient Rated Anxiety Scale) e lo SCRAS (Sheehan Clinician Rated Anxiety Scale) dell’autore Sheehan, sono costituiti dalla stessa scala di 35 items usate per l’auto e la etero-somministrazione, risultano particolarmente interessanti per la possibilità di verificare le differenze di valutazione dei sintomi tra il soggetto e lo psicologo/psichiatra nell’arco temporale di una settimana. Da sottolineare il fatto che la SPRAS può considerarsi formata da due parti: la prima mirata alla rilevazione di sintomi associati a disturbi d’ansia patologici mentre la seconda parte può essere riferita a fisiologiche risposte allo stress; inoltre il linguaggio usato è volutamente semplice per risultare comprensibile all’utente comune. L’ultimo test che viene qui riportato è quello per l’autovalutazione di Zung: il test comprende 20 items tarati su quattro livelli di risposta, orientati alla misurazione dell’ansia di stato, legata cioè a particolari situazioni vissute in un determinato periodo. Un esempio degli items : Soffro di emicranie, mal di collo e di schiena, Respiro con facilità, Sento che va tutto bene e che non succederà niente di male, e così via. Abbiamo parlato di autovalutazione ma è chiaro che si tratta solo di un metodo per verificare il grado di un sintomo psicologico e comprendere se questo rientra nella normalità o se invece è la spia di un malessere più profondo. In tal caso l’orientamento più opportuno deve essere quello di consultare online l’elenco di psicologi che lavorano in tutta Italia e affidarsi con fiducia ad un professionista serio. È necessario, infatti, non sottovalutare i segnali di disagio psicologico che potrebbero non soltanto strutturarsi in un disfunzionamento più grave ma che, anche ad un livello più ridotto, possono compromettere la qualità della vita. L’intervento di uno specialista è sicuramente d’aiuto per una precisa valutazione e per l’adozione di un intervento mirato ed efficace. Molte persone sono reticenti a rivolgersi allo psicologo come se l’esigenza di una consulenza equivalesse ad un’etichetta di pazzia. Al contrario, non bisogna spaventarsi all’idea di sottoporsi a tale tipo di cure e considerarlo un mezzo per conquistare un maggiore benessere. L’articolo I test di autovalutazione dell’ansia sembra essere il primo su Bio Notizie.

Produrre energia elettrica dall’umidità è possibile

Un nuovo studio condotto dal MIT dimostra che è possibile produrre energia elettrica attraverso la trasformazione dell’umidità dell’area in elettricità. Si potrebbe approfittare di questa reazione fisica attraverso la creazione di un device che consentirebbe, ad esempio, di ricaricare telefoni cellulari. Il dispositivo funzionerebbe, è stato dimostrato, purché ci siano basse temperature e umidità come all’interno di una grotta L’anno scorso un team di scientifici del MIT ha dimostrato che durante la condensazione, nel momento in cui le gocce di acqua si allontanano spontaneamente da una superficie superidrofobica, guadagnano una carica elettrica. Quest’anno, lo stesso gruppo hanno comprovato che è possibile usufruire di che questo processo per generare basse quantità di energia elettrica, per alimentare ad esempio dispositivi elettronici in aree remote. I risultati dello studio sono stati pubblicati nella rivista Applied Physics Letters. Nenad Miljkovic e Evelyn Wang, due dei principali ricercatori, hanno spiegato che tramite questo processo si potrebbero disegnare certi dispositivi ad hoc per ricaricare device elettronici, utilizzando soltanto l’umidità nell’aria e dando come risultato acqua pulita. “Per realizzarlo“, ha spiegato Miljkovic, “bastano una serie di piastre metalliche piatte e intercalate. Anche se le prove iniziali sono state effettuate su lastre di rame, secondo gli scienziati qualsiasi metallo conduttore, compreso l’alluminio, si potrebbe prestare allo scopo. Nella prima fase di test, la quantità di energia prodotta è stata infinitamente piccola: solo 15 picowatts per centimetro quadrato di piastra metallica”, come riporta il portale Rinnovabili.it I ricercatori però affermano che è possibile adattare il processo per generare 1 microwatt per centimetro quadrato, sufficienti per caricare completamente uno smartphone in 12 ore. Tra le limitazioni attuali del sistema vi è la necessità di un ambiente umido e temperature basse, come una grotta o un fiume. Se siete interessati a sapere di più su queste scoperte, così come a comparare tariffe energia elettrica qui potrete accedere direttamente al comparatore di SosTariffe.it L’articolo Produrre energia elettrica dall’umidità è possibile sembra essere il primo su Bio Notizie.

La Posidonia marina come risorsa per la Bioediliza

In tempo di crisi sembra che un aiuto ad un settore fortemente colpito dalle ripercussioni della crisi economica, come l’edilizia, possa tornare in auge grazie all’architettura sostenibile o biodilizia. La bioedilizia è infatti un tipo di architettura che cerca di ridurre al minimo l’impatto sull’ambiente delle costruzioni considerandone tutte le fasi del ciclo di vita dal reperimento del materiali, all’uso (la bioedilizia infatti si propone di costruire edifici a basso consumo energetico), fino alla demolizione dell’immobile, impiegando dunque materiali riciclabili, non inquinanti e facilmente smaltibili. Per avere maggiori informazioni sull’architettura sostenibile e e sui materiali ecologici in essa impiegati potete consultare questo interessante articolo che tratta approfonditamente l’argomento. I governi da tempo stanziano numerosi fondi per incentivare ed agevolare questo tipo di edilizia, che con i numerosi progetti fornisce un’importante bacino occupazionale. Inoltre il recupero di materiali riciclabili e naturali rende possibile importanti risparmi in fase di costruzione e di utilizzo degli edifici. Ma l’ultima notizia in fattore di bioedilizia arriva proprio dal mare e dalle profondità marine, più precisamente dalla Posidonia. Questa è una pianta molto importante per gli equilibri degli ecosistemi marini in quanto svolge un’azione di protezione delle coste dall’erosione. In Sardegna si è ben pensato di usare questa preziosa Pianta nel campo dell’architettura sostenibile. L’idea è queslla di usare i cumuli di Posidonia che si depositano sulla spiaggia per creare una fibra la “lana di mare“, già brevettata da Edimare, azienda leder in Europa nel settore dell’architettura sostenibile, per la costruzione di tetti termici. Infatti la lana ottenuta dalla Posidonia se unita alla lana di pecora sarebbe in grado di svolgere una funzione isolante per i tetti maggiore di ben il 30% dei materiali solitamente utilizzata, inoltre questo tipo di materiale conserverebbe la capacità della Posidonia di assorbire CO2. Inoltre se la Posidonia è sicuramente una pianta importantissima per i fondali marini, tuttavia una sua presenza eccessiva nelle spiagge dove l’uomo è presente o in quelle artificiali potrebbe essere dannosa, in quanto non essendo smaltita dalle onde si decompone creando in alcuni casi vere e proprie criticità ambientali. I comuni, poi, spesso non hanno budget sufficienti da destinare al problema della rimozione della Posidonia in eccesso nelle spiagge, ma in questo modo si troverebbe il metodo per pulire le spiagge ed i fondali dal surplus di quest’alga e di riutilizzarla in una maniera nella bioedilizia senza dover intaccare le spiagge naturali. L’azienda Edimare infatti si fa già carico del recupero della Posidonia in diversi comuni Sardi, come ad Alghero, dove ‘accumulo di questa pianta aveva generato diversi problemi ambientali e igienico-sanitari che richiedevano costi di smaltimento di 1.000.000 di euro.  L’articolo La Posidonia marina come risorsa per la Bioediliza sembra essere il primo su Bio Notizie.

Piante curative, le amiche naturali della nostra salute

Il benessere del nostro organismo è legato alla sua capacità di eliminare, attraverso dei processi metabolici, le tossine, una sorta di rifiuti che si accumulano all’interno del corpo. Esistono due tipi di tossine: quelle esogene, che entrano nell’organismo attraverso prodotti tossici esterni e quelle endogene, definite anche “tossine autogene” perché si creano nell’organismo anche se si ha una vita e un’alimentazione perfettamente equilibrata. Se le tossine non vengono eliminate correttamente, attraverso gli organi che se ne occupano, si raggruppano in tessuti specifici che possono provocare reazioni locali, allergiche o infiammazioni. Per prevenire l’accumulo eccessivo di tossine e favorire il benessere psico-fisico è consigliabile rivedere le proprie abitudini di vita e alimentari e nel caso il proprio medico non ritenga necessario l’intervento farmacologico, allora un buon aiuto potrebbe arrivare dalle piante curative. Queste piante sono dei rimedi naturali nati ancora prima della venuta dell’uomo sulla terra; in passato gli antichi avevano un rapporto molto diretto con la natura ed è per questo motivo che riuscirono a capire il comportamento di ogni singola pianta, testando sulla propria pelle gli effetti benefici e tossici. I test effettuati nel corso del tempo hanno così dato vita ad un elenco specifico contenente tutte le piante medicinali e curative, con rispettive proprietà, effetti positivi e negativi per l’organismo, modalità e quantità di dosaggio e il tipo di disturbo che vanno ad attenuare o curare. I principi attivi presenti nella piante curative sono di varia natura e chimicamente fanno parte delle classi degli alcaloidi, degli eterosidi, delle gomme, delle mucillagini, dei tannini, degli enzimi e delle vitamine. Esistono decine e decine di piante curative, ognuna con effetti benefici per uno o più tipi di disturbi grazie a delle proprietà specifiche in grado di attenuare o far sparire determinati sintomi. Tra le piante curative più conosciute abbiamo l’aloe vera che è forse la più famosa, utilizzata in particolare per i trattamenti di bellezza grazie alle sue proprietà cicatrizzanti e rigenerative, ma viene usata anche per stati infiammatori o come analgesico naturale. L’aglio si trova in tutte le nostre cucine, lo utilizziamo per arricchire e insaporire le pietanze, ma non tutti sanno che possiede molteplici proprietà: è un ottimo antiossidante, anti-ipertensivo, antisettico, anti-reumatico e dimagrante. Il limone è perfetto per far fronte a stati influenzali, la menta è in grado di combattere i disturbi digestivi, la scagliola, invece, è l’ideale per chi soffre di diabete, colesterolo alto e obesità. Come la menta, anche la camomilla è un efficace digestivo, così come il carciofo al quale si aggiungono proprietà caolgoghe, coleretiche, depurative e diuretiche. Se si soffre di ansia la valeriana può essere la soluzione naturale adeguata per le sue proprietà ansiolitiche, sedative e rilassanti, così come la passiflora, l’escolzia, i fiori d’arancio e il rosolaccio. Queste sono solo alcune delle piante curative più utilizzate (per conoscerne altre, possiamo fare riferimento a questo articolo), in natura ne esistono tante, la cosa importante è ricordarci di usarle in modo adeguato, per questo motivo è sempre meglio affidarsi a degli esperti del settore che sono in grado di consigliarci il prodotto più adatto a contrastare un determinato tipo di problema e soprattutto il metodo di somminstrazione. L’articolo Piante curative, le amiche naturali della nostra salute sembra essere il primo su Bio Notizie.

Permute.it un sito di annunci gratuiti su baratto e scambi: ecco la nuova frontiera del risparmio e dell’ecologia

Il baratto torna sulla cresta dell’onda, un’attività questa che è stata in questi ultimi anni rivalutata in quanto consente di scovare tutto ciò di cui abbiamo bisogno e tutto ciò che desideriamo senza mettere mano al portafoglio. Niente soldi insomma, ma un libero scambio di beni, in questo modo si ha anche la possibilità quindi di eliminare dalle nostre case tutti quegli oggetti che se ne stanno inutilizzati ormai da molti anni, oggetti che invadono le nostre case, che prendono polvere, che spesso sono del tutto dimenticati in un garage o in una cantina, oggetti che altrimenti prima o poi, ne siamo certi, sarebbero finiti dritti nel cassonetto della spazzatura. Il baratto arriva a noi direttamente dal passato, ma grazie al web assume oggi una veste che possiamo dire contemporanea in modo davvero intenso. Grazie al sito internet Permute.it il baratto infatti inizia a correre sul filo del web. Questo sito di annunci gratuiti permette di scovare gli oggetti che desideriamo e di scambiare tutti quelli che invece non ci servono più direttamente da internet, comodamente seduti quindi al proprio computer di casa. Si tratta di una piazza virtuale insomma in cui tutti coloro che amano il baratto possono incontrarsi e in cui quindi le opportunità di risparmio si moltiplicano rispetto a quelle disponibili in un negozio dell’usato o in un mercatino. Permute.it offre la possibilità di barattare e di mettere in permuta, versione moderna questa e legalmente valida del baratto, ogni tipologia di beni. Proprio questa è forse una delle caratteristiche più importati di questo sito internet, la possibilità non solo quindi di risparmiare scambiando beni materiali, ma anche la possibilità di scambiare beni intangibili come una prestazione lavorativa ad esempio. Prendiamo il caso di un uomo che ha una grande capacità, un grande talento, e la cui attività però non riesce a decollare. Senza lavoro non si guadagna, senza guadagno non si può acquistare niente. Grazie a questo sito può scambiare però la sua prestazione con un oggetto di cui ha bisogno, ecco che il suo lavoro viene rivalutato, trova un rinnovato valore, un nuovo senso. Permute.it è insomma la nuova frontiera del risparmio e un nuovo strumento per risollevarsi dalla crisi economica purtroppo crescente, uno strumento che inoltre è anche ecologico in modo intenso. Scambiare beni significa infatti evitare che finiscano nella spazzatura e che vadano così ad inquinare le nostre città, significa inoltre prendere le distanze dal consumismo eccessivo e dalla produzione di massa che come ben sappiamo sono le vere piaghe ambientali con cui la nostra epoca contemporanea deve fare i conti. Provatelo, in pochi minuti potete creare il vostro annuncio gratuito e scoprire un mondo di scambi perfetto per voi e per la vostra famiglia. Vedrete che dopo non potrete più farne a meno! L’articolo Permute.it un sito di annunci gratuiti su baratto e scambi: ecco la nuova frontiera del risparmio e dell’ecologia sembra essere il primo su Bio Notizie.

DOG BREED – Airedale Terrier [ENG] [2° Part]

DOG BREED – Airedale Terrier [ENG] [2° Part] Un video by: Videos matching: Airedale Terrier: DOG BREED – Airedale Terrier [ENG] [2° Part] http://www.youtube.com/v/8qzQ838mrSs?version=3&f=videos&app=youtube_gdata Vi invitiamo a visionare il video originale sulla pagina dell’autore: DOG BREED – Airedale Terrier [ENG] [2° Part] DOG BREED – Airedale Terrier [ENG] [2° Part] L’articolo DOG BREED – Airedale Terrier [ENG] [2° Part] sembra essere il primo su BauBauNews.